Nearco, dopo vent’anni di musica è arrivato il momento di “Tutto o niente”

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Nearco
Foto di Salvo Lucchese

Recentemente, Nearco ha pubblicato il video di Tutto o niente, il suo ultimo singolo. La canzone miscela sonorità rock, dance ed elettroniche e vede la collaborazione di Tiara, al secolo Chiara Mendo, già campionessa italiana di tennis under 16. Nearco fa musica da quasi vent’anni, vanta collaborazioni importanti ed in carriera ha lavorato anche come deejay, vocalist, presentatore e speaker. È un artista che il mondo della musica, e quello dello spettacolo, li conosce a tutto tondo. Lo abbiamo intervistato.

In questo nuovo singolo mescoli rock, elettronica e dance. È questa la direzione nella quale va oggi la tua musica?
Considerato che la musica è in veloce e continuo cambiamento, mi sembra corretto e anche stimolante cercare di far convivere la creatività e l’originalità con le sonorità che si ascoltano in radio o nel web e, quindi, con ciò che la gente chiede di ascoltare e di ballare nelle serate. Visto che il mio mondo musicale si confronta frequentemente e inevitabilmente con gli spettacoli live con i quali mi guadagno da vivere, l’obiettivo di partenza era proprio quello di creare un prodotto in linea con il pubblico eterogeneo che incontro nelle mie serate.

La voce di Tiara dà un’impronta fondamentale al brano. Come è nata questa collaborazione?
Insieme a Max Corona, mio chitarrista storico, che ha collaborato con Lucio Dalla e Emma Marrone, e lo staff di amici che ha prodotto con me questo brano, a un certo punto ci siamo accorti che un’apertura in lingua inglese cantata da una presenza femminile, oltre a giovare all’appeal della canzone, sarebbe stata per me anche una novità, dato che non ho mai prodotto brani né con collaborazioni femminili, tanto meno in inglese. Tiara collaborava da tempo con Max ad un suo progetto solista, me l’ha presentata e, in pochissimo tempo, ha scritto la parte in inglese (lei è un’ex campionessa italiana di tennis e ha una padronanza incredibile della lingua inglese), ce l’ha cantata in studio e ci è sembrata perfetta.

Questo nuovo singolo è un episodio a sé o in vista c’è un album?
Ormai in radio e nei pochi canali promozionali disponibili per noi artisti indipendenti (o meglio, “non supportati dalle major”), è difficile trovare spazio per promuovere un brano, figuriamoci per un album intero, per cui da diverso tempo ho optato per fare uscire un singolo alla volta e curarlo nello specifico al meglio delle miei possibilità. Dato che negli ultimi anni ne sono usciti diversi, non è escluso che, prima o poi, vengano inseriti tutti in una raccolta.

Nearco

Fai musica da quasi vent’anni. Come è cambiato secondo te questo mondo dai primi anni 2000 ad oggi?
Negli ultimi vent’anni è avvenuta una rivoluzione informatica e tecnologica che ha cambiato di molto la nostra vita e, in generale, la nostra impostazione culturale, influenzando inevitabilmente anche il mondo della musica. Che sia cambiato in bene o in male, non sta a me dirlo. Io, naturalmente, ho la mia opinione, che, credo, ascoltando le mie canzoni si possa intuire facilmente. La cosa che oggettivamente credo sia cambiata è il “modo” di fare musica, il “modo” di ascoltarla, il “modo” di suonarla live (e anche in studio) e il “modo” di promuoverla. Che piaccia o no, si vedono sempre meno amplificatori di basso e chitarra e sempre più dj-set e produzioni che si poggiano su basi elettroniche. Questo non accade solo per il pop, il rap, la trap o tutte i variegati generi “urban”, ma addirittura anche per il rock. Questo è uno dei motivi per i quali è necessario sperimentare nuove idee anche per noi, che qualche hanno fa eravamo definiti “cantautori” o cantanti rock.

In carriera hai aperto i concerti di Zucchero, diviso i palchi e collaborato con artisti importanti. Un ricordo che non dimenticherai mai?
Aprire il concerto di Zucchero per la Fao a Parma nel 2002 è stata sicuramente una delle prime grandi emozioni del mio percorso musicale, alla quale poi sono seguiti tanti altri incontri con artisti che ho ospitato in diversi miei eventi live: tra i più importanti, ricordo Ermal Meta, Ivana Spagna, Andrea Mingardi e non posso non ricordare anche la bella esperienza con la Nazionale Cantanti, con cui ho disputato più di 80 partite e con la quale sono legato da un rapporto di amicizia speciale, sia con i grandi artisti che ne hanno fatto e che ne fanno parte, che con le tante associazioni benefiche che ho conosciuto e con cui ho avuto l’onore di collaborare.

All’attività di musicista e cantante hai alternato anche la veste di dj, presentatore e speaker. In quale di questi ruoli ti senti più a tuo agio?
Una volta finiti gli studi universitari, ho sentito come un senso di liberazione, ma soprattutto la responsabilità di dover scegliere di fare un mestiere per il quale nutrivo passione, voglia di lottare e di mettermi in gioco. Per cui, quello che fino a qualche anno prima era solo un divertimento, ho iniziato a farlo seriamente, ho preso i miei rischi lasciando in un cassetto la mia laurea in scienze agrarie, ho iniziato a scrivere canzoni, a trovare locali dove esibirmi, imparato a far ballare la gente quando non aveva più voglia di sentirmi cantare, ho imparato l’arte dell’intrattenimento lavorando in radio e in TV, come conduttore, raccogliendo tante esperienze (belle e meno belle). Il ruolo però che rimane il mio preferito è quello per cui ho scelto di fare questo mestiere, cioè scrivere canzoni e farle ascoltare alla gente.

Cosa prevede l’estate 2019 per Nearco?
Continuerò la promozione di “Tutto o niente” per tutta l’estate, anche attraverso i miei tanti appuntamenti live in piazze, locali, stabilimenti balneari ed eventi, dove porterò in giro le mie canzoni con la mia band, interagendo con il pubblico e facendolo ballare con uno spettacolo che ho chiamato “DjShow”.

Un sogno nel cassetto che ancora speri di realizzare?
L’esperienza mi dice che i sogni, quando si realizzano, non sono mai proprio come li avevi immaginati. Per cui preferisco tenere i piedi per terra, continuare questo mio percorso con impegno e tanta passione e credo che, in un modo o nell’altro, qualche altra bella soddisfazione arriverà.

Il video di Tutto o niente:

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.

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