Hotel Artemis

2028: il destino in un ospedale clandestino

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Hotel Artemis
di Drew Pearce
con Jodie Foster, Sterling K. Brown, Sofia Boutella, Jeff Goldblum, Brian Tyree Henry
Voto: povero ma bello?

Nel 2028 ci si scannerà per l’acqua, e in effetti Los Angeles è devastata da una rivolta popolare. Mentre fuori passa l’inferno, nell’Hotel Artemis possono entrare gli abbonati della supermalavita per un trattamento ospedaliero chirurgico d’emergenza in zona neutrale. Un mix tra l’hotel di John Wick e i romanzi di William Gibson. Jodie Foster è la fragile fortissima infermiera che manda avanti tutto il grattacielo, che è un incrocio tra un ospedale robotico e un albergo americano abbandonato. Ha ovviamente l’equivalente del servo di Frankenstein. Questo espediente permette di concentrare in una scenografia ossessiva e ripetitiva (si esce poco all’esterno) una serie di storie: due fratelli gangster di cui uno specializzato in decisioni stupide, una supergirl killer di pura estrazione cyber che sta per compiere l’assassinio dei record, una poliziotta ferita che chissà perché chiede rifugio lì e il boss dei boss che è anche il padrone e il finanziatore dell’hotel . E che come tutti  oltre a una ferita cela un segreto. È fanta-azione di genere con propensioni tra il cinema di genere e l’indipendente colto, del tipo che andava di moda un po’ di tempo fa e con un forte controllo su costi ed effetti. Ogni tanto c’è una perla di citazione, spesso ci sono ripetizioni tipiche dei film claustrofobici. L’insieme ogni tanto ansima, ma stupisce. Il regista, al debutto, è uno sceneggiatore di Iron Man e Mission Impossible. Qui lavora su misure più piccole per avere più controllo.

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