Estate 1992: anno dell’Europa unita, delle mie, delle tue vacanze.
Così cantava Jovanotti nel brano omonimo del suo album Lorenzo ’92, ma nonostante in quel disco fossero compresi brani diventati classici, come Non m’annoio, Ragazzo fortunato e Chissà se stai dormendo, il tormentone che ha accompagnato l’estate che ha segnato l’anniversario dei 500 anni della scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo, neanche a farlo apposta, è stato Mare mare di Luca Carboni, vera e propria “sigla” del periodo estivo nonché vincitrice anche del Festivalbar, tratta dall’album Carboni, che a fine anno risulterà essere il disco più venduto del 1992.
Una canzone allegra, spensierata, che vuole far pensare alle vacanze, lasciando tutti i problemi dietro la moto per correre verso il mare, dopo i primi mesi dell’anno che hanno visto tremare le fondamenta stesse della nostra Repubblica: il 30 gennaio a Roma la Corte di Cassazione pone la parola fine al famoso maxiprocesso di Palermo contro la Mafia, condannando ben 360 imputati e scatenando una vendetta ai danni dello Stato che di lì a poco mieterà tre vittime illustri in un’escalation di violenza e di prepotenza da parte dei clan: il 12 marzo viene ucciso Salvo Lima, il 23 maggio Giovanni Falcone e il 19 luglio Paolo Borsellino.
Non solo la Mafia scuote la Repubblica, ma anche la politica: il 17 febbraio, viene arrestato Mario Chiesa, dando il via all’inchiesta che sarebbe diventata famosa col nome di Mani pulite.
Per quello che riguarda la musica, esplode il fenomeno 883 con il debutto di Hanno ucciso l’uomo ragno, mentre Zucchero pubblica Miserere e partecipa — unico italiano — al Freddie Mercury Tribute Concert, il 20 aprile 1992 allo stadio di Wembley, cantando Las palabras de amor.







































