“Meraviglioso Modugno”, Ermal Meta premiato in nome di Mimmo

La nona edizione della serata-evento che celebra l'indimenticabile cantattore pugliese ha assegnato a Ermal Meta un premio speciale istituito dalla famiglia dell'artista, e ad Al Bano quello della città di Polignano a Mare. Tanti gli ospiti e gli omaggi.

0
© Maddalena Di Corato

Ieri, 6 agosto, cadeva il venticinquennale della morte di Domenico Modugno, l’indimenticabile Mr. Volare, uno dei più versatili artisti della storia della musica, del cinema e del teatro italiani, capace di far viaggiare note e versi in patria e oltreoceano con una levità rivoluzionaria, appassionata e inimitabile. Proprio ieri, come è tradizione dal 2011, la sua Puglia ha voluto celebrarlo con la serata-evento Meraviglioso Modugno, per i primi due anni appuntamento d’apertura del Medimex di Bari e, dal 2013, riflettore culturale a illuminare la perla paesaggistica che dell’amatissimo Mimmo era la città natale, Polignano a Mare. La manifestazione, il cui tema quest’anno è stato “Una goccia nel mare – I 60 anni di Piove” (il brano ha infatti vinto il Festival di Sanremo 1959), presentata dalla conduttrice radiofonica Maria Cristina Zoppa (che ne è anche direttrice artistica insieme a Stefano Senardi) con la collaborazione dell’attore Marco Cocci e dello stimato cantautore Diodato, e patrocinata dal Comune di Polignano a Mare, dalla Regione Puglia e da Teatro Pubblico Pugliese – Puglia Sounds, ha assegnato due premi: uno, storico, attribuito dalla città ospitante, e l’altro, il Premio Modugno, istituito proprio per l’edizione 2019 dalla famiglia del compianto maestro.

IL PREMIO MODUGNO

© Maddalena Di Corato

“Il cantautore sempre attento alla scrittura della Canzone d’Autore italiana da un lato, e all’interpretazione dall’altro, come nella sua personale e straordinaria versione di Amara terra mia”. Con questa motivazione la famiglia di Domenico Modugno ha scelto Ermal Meta come destinatario del primo riconoscimento che di Mimmo porta il nome. Non si è trattato di una scelta casuale, dacché il rapporto di Ermal con la Puglia e la figura di Modugno è sempre stato molto forte: nato in Albania, ma cittadino (innamorato) di Bari fin dal 1994, anno del suo arrivo in Italia, nel 2016 della serata polignanese Meta è co-conduttore con Maria Cristina Zoppa e il collega Giovanni Caccamo proponendo la sua originale, struggente rilettura di Amara terra mia. E solo qualche mese dopo, sul palco dell’Ariston, in gara tra i Big, è sempre quel pezzo a portarlo alla vittoria del Premio per la miglior cover (mentre il brano inedito, Vietato morire, gli vale il terzo posto e il Premio della critica Mia Martini), con tanto di complimenti ricevuti dalla viva voce di Franca Gandolfi, vedova di Mimmo. A tre anni, due album, un festival conquistato nel 2018, numerosi riconoscimenti e ancor più numerosi live da quell’esordio, Ermal è tornato a casa. La chiave d’ingresso? La stessa di allora, un codice perfetto: un canto a due sguardi, di uomo e di donna, di voce piena e di falsetto, di sole che strema e scalda e di tramonto che strugge e culla, di nòstos e algìa, ritorno e dolore. E d’amore. E forse è proprio questa, l’orbita comune di due universi solo apparentemente distanti, quello di un cantautore contemporaneo e di un maestro figlio di un tempo altro: la malinconia, che ambedue gli artisti, ciascuno secondo la propria tecnica dell’anima, sanno (e hanno saputo) tessere con una innata, ma coltivata maestria, creando orditi e trame nei quali la malinconia stessa sa farsi insieme portante e gregaria, perdendo la sua connotazione negativa e conservando quella di sfilacciatura ispiratrice sulla quale lavorare con cura e impegno, così da generare intrecci emotivi di qualsiasi natura con una qualità artigianale sempre raffinata ed esclusiva.

Le interpretazioni chitarra e voce (e affetto dei sostenitori, strumento potentissimo) delle sue Piccola anima, Vietato morire, Non mi avete fatto niente (scritta a quattro mani con Fabrizio Moro) e della dolcissima Invecchio, dedicata all’amata nonna, confermano Ermal come uno dei musicisti più validi degli ultimi anni, erede — sebbene ancora in divenire, come è naturale che sia — della migliore tradizione cantautorale nazionale, della quale Modugno è stato illustre rappresentante: una penna dalla punta pregiata che s’immerge decisa nel calamaio della vita e ne riporta sul foglio con poetica ma concreta sincerità macchie e virtuosismi.

GLI OMAGGI

Occasioni come l’appuntamento polignanese finiscono per rimarcare l’importanza che assume, in un’epoca nella quale il consumo della musica è fin troppo spesso meccanico, distratto, quasi compulsivo, la riscoperta di capitoli celati e preziosi nell’ambito di una storia tanto ricca quanto rara, quale è quella di Domenico Modugno. Il cast 2019 della manifestazione — Shade, Luca Barbarossa, Dimartino, Anna Tatangelo, Cordio, Giordana Angi, Avion Travel, Alberto Urso e La Scapigliatura, eterogeneo per anagrafe, propensioni sonore e percorsi professionali, ha trovato il proprio trait d’union proprio in quel lavoro di ricerca e valorizzazione che ha portato nuove leve quali Dimartino e Cordio, ma anche cantautori di comprovato valore come Luca Barbarossa, a riproporre canzoni del repertorio di Modugno che i successi più popolari hanno inevitabilmente relegato tra i giri di un vinile da collezione, ma che rappresentano delle piccole gemme senza tempo: Un pagliaccio in Paradiso, Lu grillu e la luna, Mogli pericolose, affreschi romantici, ironici, sfacciati e delicati tratteggiati da un poeta che è stato in grado di precorrere i tempi vergando le norme di temi e stili con inconfondibile personalità.

IL PREMIO CITTÀ DI POLIGNANO A MARE

Quasi sessant’anni di carriera, 58 album pubblicati, milioni di copie vendute, concerti in tutto il mondo, Al Bano Carrisi è indiscutibilmente una delle icone del canto nazionalpopolare italiano, quel passeggiare con sapienza tra melodia e lirica che da sempre viene considerato il nostro marchio di fabbrica musicale soprattutto all’estero. A lui ieri è stato conferito il Premio Città di Polignano a Mare, assegnato annualmente a personalità che, con la loro opera, abbiano dato lustro alla terra di Puglia o alla propria. Nelle passate edizioni, il riconoscimento è andato a Beppe Fiorello (cui è stata conferita anche la cittadinanza onoraria) per la sua interpretazione di Modugno nella fiction Rai Volare – la grande storia di Domenico Modugno (2013); allo scrittore Luca Bianchini per aver contribuito a promuovere l’immagine di Polignano attraverso i suoi best seller ivi ambientati (2014); a Franco Migliacci, amico e storico collaboratore di Mimmo (2015); a Riccardo Scamarcio (2016); all’ex sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi (2017), e al tuffatore Alessandro De Rose (2018).

Nella serata di ieri, Al Bano si è prodotto in un medley di grandi successi del suo repertorio e del Maestro Mimmo: Vecchio frac, Amara terra mia, Ci sarà, Felicità, Nel blu dipinto di blu.

Questa sera, sempre in Piazza Aldo Moro alle 21, approderà il rapper avellinese Clementino con il suo Tarantelle Tour, live che segue la pubblicazione, lo scorso 3 maggio, dell’omonimo album, Tarantelle. Infine, il sindaco di Polignano a Mare Domenico Vitto ha annunciato la creazione di uno spazio museale e interattivo dedicato alla musica d’autore, nel vecchio museo Pascali nel centro storico: «Il progetto — ha affermato Vitto — è già stato finanziato ed è per una casa della musica d’autore, però vogliamo, con l’aiuto della famiglia, farla diventare il Museo Domenico Modugno».

La diretta streaming della serata (qui prima e seconda parte) è stata curata da Rai Radio Live, partner storica della manifestazione.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome