Estate italiana, si balla: i beach party, le disco in città, il sound urban. Ecco la “top ten”

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Estate 2019 spettacolo

Mentre troppi sognano di diventare ricchi come i protagonisti del clubbing mondiale inseriti nella chart di Forbes, l’industria divertimento serale, pomeridiano e notturno della nostra bella Italia non è così in crisi come sembra. Certo, sarebbe logico inventarsi qualcosa, per far parlare di sé con un po’ di sano brio anni ’80 e ’90… Servirebbe a regalare un po’ di glam al settore. In fondo, è proprio quel che fanno ancora oggi i furbi editori di Forbes con le star del mixer: mettono in fila “i dj più pagati al mondo” ipotizzando i loro guadagni, facendoci immaginare la loro vita da sogno, tra milioni di euro, dollari e yen. Più che la chart, è il sogno che conta. Ecco, quindi, una ben più ridotta e senz’altro meno autorevole selezione di 10 cose che fanno divertire l’estate italiana di chi balla. Una lista senza troppe pretese di artisti, party e luoghi che funzionano parecchio in quest’Italia che si di diverte e fa divertire. Perché alla faccia della perdurante, eterna e continua (…) crisi, c’è pure chi continua a far divertire parecchio.

Non si può non partire da Jovanotti #10, l’interprete più attuale dei beach party, rito nato vent’anni al Papeete Beach di Milano Marittima: le sue feste / concerto dedicate a giovani e famiglie sono un esempio a cui tutto il settore del divertimento non può che ispirarsi.

Continuiamo con Villa Bonin #9, discoteca a Vicenza di immense dimensioni aperta 12 mesi all’anno: qui ogni party inizia da un aperitivo d’eccellenza e continua fino all’alba. Tra super dj come Bob Sinclar e party nati qui come Besame, si balla sempre, anche a Ferragosto. Perché non tutti fanno vacanza, ormai, in questo periodo.

Altro esempio di discoteca estiva di successo cittadina, anzi di provincia, è senz’altro MOLO Brescia #8. Grandi eventi (Achille Lauro, Deejay Time) e party più easy (il giovedì Frìo, il venerdì format, etc) fanno si che chi è in città (e pure chi vive in tutta la provincia) continui a sceglierla.

Il già citato Papeete Beach di Milano Marittima #7 e la sua disco di riferimento Villa Papeete non si meriterebbero solo il settimo posto, dovrebbero stare più su… ma visto che questa non è una chart, ma una lista di cose belle, eccoli. Salvini ha scelto la spiaggia seconda casa perché pop e scatenata, divertente e colorata, giovanile e familiare. Certo, Umberto Eco non ci veniva a scrivere libri. Ma è anche un bagno come tutti gli altri. Da vent’anni e oltre.

Vida Loca #6 continua a crescere non solo in Italia ma in tutto il Mediterraneo, visto che i suoi show party a metà tra pop e urban, sempre pieni di effetti speciali, prendono vita oltre che in tutta Italia anche a Malta (One) e Formentera (Pineta). Tra i più grandi successi di questo party c’è il sabato alla Bussola Versilia, già diventato un appuntamento di riferimento in una zona certo non facile. Il fatto che molti addetti ai lavori critichino l’onda urban di feste come questa fa capire il livello di molti “professionisti”: è il pubblico del mondo, che ama la musica urban.

Gallipoli #5 e soprattutto il suo tempio più scatenato, la Praja, tengono alla faccia delle troppe chiusure (Samsara, Cave, Gondar). Musicaeparole, che gestisce la disco, sta tra l’altro rilanciando anche Castellaneta Marina #4, forse la località italiana con più locali in assoluto. Qui Clorophilla (techno) e Nafoura (pop & fashion) sono punti di riferimento sempre e comunque.

Tra gli artisti più richiesti in ambito elettronico, come non citare insieme #3 Nina Kraviz (ha suonato al Clorophilla ed il suo successo è nato in Italia), Peggy Gou (suona allo splendido Phi Beach) e la nostra Deborah De Luca? In questo periodo, la scena elettronica è decisamente femminile. Più brave a comunicare dei noiosi colleghi maschi, in console le dj “spaccano”. È il loro momento.

Se il sound del momento è decisamente urban, chi l’ha detto che per forza sempre e comunque si debbano proporre queste sonorità? La buona e vecchia #2 House spinge. Il pezzo dell’estate in questo senso potrebbe essere Losing It di Fisher, che funziona in ogni situazione. Tra i dj italiani che propongono soprattutto questo genere, uno spazio particolare ce l’hanno Samuele Sartini, spesso in super club come il Pineta, e Luca Guerrieri, che si è pure inventato il party Yellow.

Chiudiamo con la Riviera Romagnola #1, erroneamente sempre & solo associata alla crisi perché il Cocoricò non c’è più. Tra Rimini e Riccione si balla forte: la Villa delle Rose ha un successo assoluto (ogni domenica c’è Vida Loca, guarda caso); l’Altro Mondo Studios spinge forte, c’è la nuova Summer Beach Arena. Qui il 14 agosto suonano, tra gli altri, Marco Carola e Loco Dice, e il party è firmato IDOL, ovvero la crew anche italiana che fa scatenare Eden Ibiza ogni lunedì. E che succede a Marina di Ravenna? Le spiagge d’eccellenza sono diverse, e tra queste c’è Donna Rosa 38, dove ogni martedì dopo cena si balla forte tra gli altri con Mitch B, uno dei pochissimi dj italiani a mescolare suoni “spinti” e sound balearico, ovvero rilassante.

Diamo infine il numero #0 (!) ai format internazionali d’eccellenza che stanno pacificamente “invadendo” l’Italia dell’intrattenimento tra cibo, musica e atmosfere deluxe. Ispirarsi da italiani a questo tipo di realtà per innovare nella tradizione potrebbe magari essere un’idea vincente: Nikki Beach, internazionale delle spiagge di lusso con musica (e senza door selection), e presente in Versilia (con un bravo dj come Santarini) e in Costa Smeralda. Lìo Ibiza, con i suoi dinner show musicali, è sbarcata a Poltu Quatu ingaggiando uno che di questo tipo di feste ne sa eccome, cioè Ben Dj… che il 14 agosto resta in Sardegna, ma suona con un certo David Guetta, ad Arbatax, al Red Valley Festival.

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Giornalista & comunicatore (o viceversa), Lorenzo Tiezzi sta online più o meno tutto il giorno. Il sito della sua agenzia è www.lorenzotiezzi.it, il suo clubbing blog AllaDiscoteca.com. All'attività di comunicatore affianca quella di giornalista freelance. Scrive di tendenze, musica, nightlife, ovvero, riassumendo all’osso, di amenità. Fiorentino, classe ‘72, si è laureato in Dams Musica nel 1996. Prima di dedicarsi a giornalismo e comunicazione ha lavorato in tv come coautore e curatore (Tmc2, Mtv) e in teatro come direttore di palco. Appassionato di arte, vino e sport, nel novembre 2013 ha corso la sua prima maratona e punta tutto su un tempo improbabile (3h e 30’’).

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