1997, l’estate spiega regole d’amore con gli 883

0

Il nostro viaggio nella storia delle note d’estate arriva oggi al 1997: la Storia, quella più universale, ci consegna l’inizio del secondo mandato presidenziale per Bill Clinton, l’annuncio ufficiale del primo procedimento di clonazione di una specie vivente portato a termine con successo (la arcinota pecora Dolly, nata nel giugno 1996), la serie di terremoti nelle Marche e in Umbria, iniziata il 26 settembre, che causa diverse vittime e danni incalcolabili al patrimonio artistico e urbanistico, il premio Nobel per la letteratura all’attore, regista e scrittore Dario Fo, la ratifica del Protocollo di Kyoto per la riduzione delle emissioni dei gas serra, la tragedia della motovedetta albanese Katër i Radës, che, carica di 120 migranti in fuga da una terra martoriata, il 27 marzo si scontra nel canale d’Otranto con una corvetta della Marina Militare Italiana inviata a impedirne l’approdo: il capovolgimento della nave porterà a un bilancio finale di 81 vittime e quasi 30 dispersi. Solo in 34 sopravviranno.

Il 15 luglio e il 31 agosto si spengono due celebri figure legate da anni da uno stretto rapporto d’amicizia: lo stilista Gianni Versace, fondatore dell’omonima maison d’alta moda, viene freddato all’ingresso della sua villa di Miami dal giovane Andrew Cunanan, mentre Lady Diana Spencer, ex moglie del Principe Carlo d’Inghilterra, la “Principessa triste”, per sfuggire alla consueta orda impazzita di paparazzi, perde la vita a soli 36 anni in un drammatico incidente d’auto sotto il Pont de l’Alma a Parigi insieme al compagno Dodi Al-Fayed. Ancora oggi c’è chi si chiede se si sia trattato di una tragica fatalità o di un attentato architettato ad arte da chi, nella famiglia reale, mal sopportava lo sfrontato desiderio di libertà e felicità di una donna complessa, estremamente fragile, ma dal cuore più nobile del suo status e per questo amatissima: il suo funerale, sulle note della struggente Candle in the wind  — inizialmente dedicata a Marilyn Monroe e appositamente riadattata per la triste occasione dall’amico fraterno Elton John —  sarà seguito in tutto il mondo da più di due miliardi di persone.

Per il Cinema, è un anno decisamente glorioso, negli USA  e non solo: escono infatti, tra gli altri, Will Hunting – Genio ribelle, premio Oscar agli sceneggiatori Ben Affleck e Matt Damon (anche protagonisti) e all’immenso Robin Wiliams, qui in uno dei ruoli più intensi della sua carriera; Qualcosa è cambiato – As good as it gets, deliziosa commedia che vale ai suoi interpreti principali Jack Nicholson e Helen Hunt due Academy Awards; Face/Off, spettacolare fanta-thriller firmato John Woo con Nicholas Cage e John Travolta entrambi in grande spolvero; L.A. Confidential, tratto dall’omonimo best seller di James Ellroy, ritratto marcato e insieme elegante dell’America patinata e violenta degli anni ’50 con un cast di primo livello — Russel Crowe, Guy Pearce, Kevin Spacey, James Cromwell, Danny DeVito, l’abbagliante Kim Basinger, Oscar come migliore attrice non protagonista — e una straordinaria cura nella ricostruzione visiva dell’epoca; L’avvocato del diavolo, Satana che s’incarna in uno sfacciato, teatralmente seducente Al Pacino, tentatore in attico e completi impeccabili che s’ingegna per rubare l’anima all’ambizioso Keanu Reeves.

Il vero trionfatore assoluto è però Titanic, nelle sale americane dal 19 dicembre: tre anni di lavorazione tra ricerche e riprese, 200 milioni di dollari di budget, 11 Oscar, in vetta alla classifica degli incassi di tutti i tempi fino al 2010 — quando viene spodestato da Avatar, favola distopica anch’essa diretta da James Cameron —, la storia di Jack e Rose, amanti sfortunati che, sullo sfondo della peggiore tragedia nautica dell’era contemporanea, trovano (ciascuno a suo modo) nel sentimento che li lega la vera ancora di salvezza contro la spietatezza del destino, commuove il mondo intero e consacra Leonardo DiCaprio a stella di prima grandezza, stella travolta da un’ondata universale di affetto che assume i connotati dell’idolatria e che l’attore lavorerà sodo per trasformare in stima “critica”.

In Italia, il capolavoro cinematografico dell’anno porta la firma di Roberto Benigni: il suo La vita è bella, anch’esso una meravigliosa storia d’amore che sfida una immane tragedia, quella dell’Olocausto, incassa 230 milioni di dollari in tutto il mondo e porta il suo regista e interprete a conquistare l’Oscar per il miglior attore e per il miglior film straniero (Oscar anche al maestro Nicola Piovani per la colonna sonora). Chi non ricorda Sophia Loren che, alla cerimonia degli Academy Awards 1999, grida “Roberto!” mentre il nostro colto giullare sale in piedi sulla sedia sotto lo sguardo commosso  e divertito di Steven Spielberg?

DISCHI E TORMENTONI

Tempo di Musica. Nel 1997 vengono pubblicati, sia nel nostro Paese che nel resto del mondo, diversi album destinati a lasciare un segno profondo: tra essi, vi citiamo Ok computer dei Radiohead e Urban Hymns dei Verve, universalmente riconosciuti come due tra i migliori lavori discografici degli ultimi trent’anni, e, tornando in Italia, Su e giù da un palco di Ligabue e La valigia dell’attore, doppio disco live, di Francesco De Gregori.

Anche l’estate, come sempre, è prodiga di pezzi che ancora oggi cantiamo o canticchiamo con il sorriso sulle labbra e una dolce nostalgia a disegnarlo: Maria di Ricky Martin, Uh la la la di Alexia (che incubo, quello stare attenti sul finale a non mancare nemmeno uno dei 14 “la”!), il capolavoro di Samuele Bersani Giudizi universali, Questa è la mia casa di Jovanotti, Così e cosà degli Articolo 31, Primavera di Marina Rei, Mmmbop degli Hanson, la canzone vincitrice del Festivalbar Che male c’è, del compianto Pino Daniele, e tanti altri.

Su tutti, noi abbiamo scelto La regola dell’amico, da La dura legge del gol!, quinto album in studio degli 883 e il secondo senza Mauro Repetto (che figura comunque come co-autore di Se tornerai e di Finalmente tu, portata al successo da Fiorello grazie al quinto posto al Festiva di Sanremo 1995), che, sulla cover, riproduce la celeberrima rovesciata di Carlo Parola da sempre simbolo degli storici album di figurine Calciatori Panini. La regola dell’amico rappresenta il singolo col quale Pezzali e soci prendono parte al Festivalbar: certificato platino, sigla dell’edizione 1997 di Un disco per l’estate e premiato con il Telegatto come miglior canzone della stagione calda a Vota la voce, leggero e coinvolgente come si addice a un tormentone, risuonerà su tutte le spiagge e, nei mesi successivi, in tutte le radio d’Italia, mentre l’album, premiato come migliore dell’anno proprio a Vota la voce, taglierà il ragguardevole traguardo di 800mila copie vendute, confermando gli 883 come uno dei gruppi italiani più amati dell’era a cavallo tra secondo e terzo millennio.

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Facebook Like social plugin abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Chiara Rita Persico
Classe ’83, nerd orgogliosa e convinta, sono laureata con lode in ingegneria dei sogni rumorosi ed eccessivi, ma con specializzazione in realismologia e contatto col suolo. Scrivo di spettacolo da sempre, in italiano e in inglese, e da sempre cerco di capirne un po’ di più della vita e i suoi arzigogoli guardandola attraverso il prisma delle creazioni artistiche di chi ha uno straordinario talento nel raccontarla con sincerità, poesia e autentica passione.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome