Estate 2003: quando tutti seguivamo il Capitano (ma non era Salvini!)

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dj Francesco

“Porta in alto la mano, segui il tuo capitano” e no, non è un inno sui generis dedicato al leader della Lega.

Nel 2003, anno della caduta di Bagdad e dell’inizio della latitanza di Saddam Hussein, quando Top of the Pops Italia chiudeva i battenti per la prima volta e il sogno juventino della Champions sfumava per mano della connazionale squadra del Milan, l’Italia seguiva “a passi di danza” il capitan Francesco Facchinetti (allora giovanissimo e noto con il nome di Dj Francesco) interprete de La canzone del Capitano.

È  l’anno in cui ci lasciano Alberto Sordi, uno dei più grandi interpreti della commedia all’Italiana e magnificente rappresentante della romanità, che pure alla musica si era accostato con la sua irriverente partecipazione sanremese del 1981, il poliedrico artista milanese, Giorgio Gaber, che ci affidò in eredità il suo ultimo album Io non mi sento italiano, e l’Avvocato Gianni Agnelli, personaggio chiave dell’economia del dopoguerra; il nuovo millennio sembra imporsi in tutta la sua voglia di rinnovamento e modernità: nel febbraio del 2003 viene approvato, infatti, il disegno di legge costituzionale sulle pari opportunità tra uomini e donne e in luglio nasce la TV satellitare Sky.

I passi da fare erano ancora molti, ma noi preferiamo ricordare quelli che muovevamo in pista: se da una lato molti di noi tentavano di far ondeggiare l’anca a ritmo di bachata con Obsession degli Aventura, altri si lasciavano conquistare dalle note romantiche de Le Vibrazioni con Dedicato a te o da Un’emozione per sempre, che valse a Eros Ramazzotti la conquista del Festivalbar di quell’anno (condotto, curiosamente, dalla sua ormai ex moglie Michelle Hunziker con Marco Maccarini).

A contendersi però lo scettro della più ballata c’erano ben due Dj: Dj Bobo con Chihuahua e Dj Francesco con La canzone del Capitano. Inutile dire che per noi lo scettro va a Dj Francesco: corpo istoriato dai tatuaggi, voce decisamente meno ferma del padre Roby (Facchinetti, cantante e tastierista dei Pooh, ndr), Francesco Facchinetti, all’epoca 23enne, con il suo motivetto trascinante scalò le classifiche entrando di diritto nell’albo dei tormentoni estivi che segneranno la stagione.

Sicuramente non un brano che ha fatto la storia della musica italiana, ma di certo ebbe il merito di farci ballare per tutta l’estate. Non per niente il suo disco, Bella di padella (modo di dire della cui diffusione sarà sempre ritenuto un po’ responsabile), era prodotto da Claudio Cecchetto, uno che per il successo ha sempre avuto fiuto, tanto da fare delle capacità di scouting  il suo mestiere. E anche Francesco Facchinetti, per una simpatica casualità, appeso il microfono al chiodo dopo una parentesi sanremese in coppia con Facchinetti senior, ha deciso di dare una svolta alla sua carriera aprendo un’agenzia di management e diventando a sua volta un talent scout. Insomma, anche a distanza di 16 anni, c’è ancora chi segue il Capitano!

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Claudia D'Agnone
Nata a Foggia in un’estate di notti magiche in cui si inseguivano goal, a 19 anni parte prima alla volta di Roma per poi approdare a Milano. Ha iniziato a 20 anni a collaborare con riviste cartacee o web scrivendo principalmente di musica e spettacolo. Parla tanto, canta, suona (male), insomma pratica qualunque attività fastidiosa vi venga in mente. Per evitare di snervare eccessivamente chi le è vicino si è “sfogata” al microfono collaborando con alcune radio web e locali. Medaglia olimpica di stage non retribuiti.

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