Pedro Almodóvar, l’irriverente

Dal 27 agosto al 12 settembre 2019 al MIC-Museo Interattivo del Cinema Milano la rassegna dedicata al più provocatorio cineasta spagnolo contemporaneo

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Nel ciclo anche il suo ultimo lungometraggio Dolor y Gloria

Ex animatore della Movida, gay dichiarato e autorevole interprete del melodramma a forti tinte, Pedro Almodóvar, detto “Don Pedro della Mancia”, terra nella quale è nato il 25 settembre 1949 e allievo ideale del cinema di Marco Ferreri e del suo sceneggiatore Rafael Azcon, è stato collaboratore di riviste underground, sceneggiatore di fumetti, di stripes porno, musicista e scrittore. Almodóvar esordisce dietro la cinepresa nel 1980 con Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio (martedì 27 agosto ore 15.00), cui fa seguito L’indiscreto fascino del peccato (mercoledì 4 settembre ore 17.00) del 1983 e Che cosa ho fatto per meritarmi questo?, 1984, commedia nera sulla monotonia e mediocrità della media famiglia spagnola. Nel 1986 toccherà Matador (venerdì 30 agosto ore 17.15) interpretato da Antonio Banderas, l’attore preferito dal regista, che sarà il protagonista anche di La legge del desiderio, 1987 (sabato 7 settembre ore 15.00), tipico melodramma passionale e grottesco, una sorta di 8 1/2 spagnolo in chiave omosessuale. Dopo Donne sull’orlo di una crisi di nervi, 1988 (sabato 31 agosto ore 15.15), ispirato liberamente alla Voce umana di Cocteau, elegante commedia degli equivoci in stile hollywoodiano che sbanca il botteghino in tutta Europa, il regista consolida la sua fama con Legami! (giovedì 29 agosto ore 15.00)  ancora con Banderas innamorato di una pornodiva; con Tacchi a spillo, 1991 (giovedì 12 settembre ore 15.00), un misto di giallo, melodramma e musical interpretato dalla sua attrice più fedele Victoria Abril e da un inedito Miguel Bosé nel doppio ruolo di un giudice e di un travestito, e ancora con Il fiore del mio segreto, 1995 (martedì 3 settembre ore 17.00), un altro melò dai toni seriosi. Nella sua lunga e scandalosa carrellata di personaggi femminili, Almodóvar non manca di inserire anche la mamma, presente nell’acclamato Tutto su mia madre, 1999 (domenica 1 settembre ore 17.15), vincitore del Festival di Cannes 2000. Nel 2002 è poi la volta di Parla con lei, 2002 (domenica 8 settembre ore 17.15), le vite di due uomini   e di due donne che si intrecciano tra gli avvenimenti del passato, del presente e del futuro, e nel 2004 di La mala educación (mercoledì 11 settembre ore 15.00), ambientato in un collegio nel quale due ragazzi scoprono l’amore, il cinema e la paura. L’omaggio a Don Pedro comprende anche Kika, 1993 (martedì 10 settembre ore 15.00), una satira sul cinismo televisivo dai toni grotteschi; Carne tremula, 1997 (giovedì 29 agosto ore 17.00), celebrazione della fisicità e del mistero della maternità; Volver- Tornare, 2006 (mercoledì 11 settembre ore 17.00), le vicende a Madrid di Raimunda e di sua sorella Sole orfane ed originarie della Mancha; Gli abbracci spezzati, 2009 (martedì 10 settembre ore 17.00), le sofferenze di uno sceneggiatore dopo un incidente avvenuto quattordici anni prima nel quale ha perso la vista e la donna amata; Gli amanti passeggeri, 2013 (mercoledì 28 agosto ore 17.00) e Dolor y Gloria, 2019 (venerdì 6 settembre ore 20.30), la storia di un regista cinematografico ormai sul viale del tramonto.

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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