Nell’estate del 2011 va in scena il più grande spettacolo dopo il big-bang!

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Una Torino ricoperta da 100.000 bandiere tricolore e una moneta da due euro celebrativa coniata per l’occasione: il 2011 è l’anno del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. E la penisola si riempie di festeggiamenti.

Anche la musica non può rimanere indifferente. Durante l’edizione numero 61 del Festival di Sanremo, la terza serata si intitola “Nata per unire”: nessuna canzone in gara, ma solo una riedizione dei brani che hanno fatto grande la storia della musica di casa nostra: ‘O sole mio, Viva l’Italia, L’italiano e tante altre ancora.

A trionfare quell’anno tra gli inediti, nel festival diretto e condotto da Gianni Morandi — coadiuvato da Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu, Belén Rodrìguez ed Elisabetta Canalis — è Roberto Vecchioni con Chiamami ancora amore, ballad romantica e a tratti politica. Tra le nuove proposte si fa largo invece il nome di Raphael Gualazzi che, dopo aver vinto nella Sezione giovani, rappresenta l’Italia all’Eurovision song contest classificandosi secondo.

La musica internazionale piange nel 2011 la scomparsa di una grande artista: Amy Winehouse viene trovata senza vita nella sua casa di Londra il 23 luglio. La sua scomparsa prematura la fa rientrare in quello che giornalisticamente è chiamato il Club27, uno sfortunato elenco di artisti rock “maledetti” che hanno perso la vita all’età di 27 anni. Hanno condiviso con lei questo triste destino nomi come Jimi Hendrix, Janis Joplin, Jim Morrison e Kurt Cobain.

Scompaiono nello stesso anno anche due temuti attentatori della democrazia: Osama Bin Laden e Mu’ammar Gheddafi.

Il 2011 è però anche l’anno della felicità e dei royal wedding: il 29 aprile William d’Inghilterra sposa la sua Kate Middleton nell’abbazia di Westminster. Qualche mese dopo, il 2 luglio, tocca allo scapolo d’oro del principato di Monaco, Alberto, portare all’altare l’ex nuotatrice australiana Charlène Wittstock. Le giovani borghesi si siedono su due tra i più ambiti troni d’Europa: la storia sembra regalarci nel 2011 due moderne Cenerentola.

Per la politica italiana, il mese fulcro del 2011 è novembre: nel primo giorno del mese Mario Draghi diventa presidente della BCE, il 12 novembre cade il governo Berlusconi e quattro giorni dopo, il 16 novembre, Mario Monti vieni incaricato da Giorgio Napolitano di formare il governo tecnico che traghetterà il Belpaese per due anni fino alle successive elezioni.

L’estate del 2011, però —  musicalmente parlando —, ci ha regalato grandi emozioni e anche tanta allegria (certo, non solo quella): Katy Perry ci ha cantato dell’hangover dopo un folle venerdì sera in Last friday night, Adele con Someone like you ci ha insegnato che dalle delusioni amorose si può comunque trarre qualcosa di buono (tanto per cominciare un disco — 21, da cui il singolo è tratto — che risulta il più venduto in assoluto a livello globale nell’ultimo decennio), i Maroon5 e Christina Aguilera ci hanno fatto ballare al ritmo di Moves like Jagger.

E durante la stagione più calda del 2011 ci hanno tenuto compagnia anche Give me everything di Pittbull (feat. Ne-Yo Afrojack e Nayer), Danza Kuduro di Don Omar e Lucenzo, Mr. Saxobeat di Alexandra Stan oltre che le italianissime Tranne te di Fabri Fibra, Il mio giorno migliore di Giorgia e Vedo nero di Zucchero.

Ma l’estate di otto anni fa è stata soprattutto l’estate di Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti, che con il suo album Ora ha dominato le classifiche per l’intero 2011, imponendosi però con i suoi ritmi freschi e spensierati soprattutto sotto il sole cocente di agosto. In particolare, ad averci stregato sono state le note de Il più grande spettacolo dopo il big-bang:

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Il brano — per stessa ammissione dell’autore — «è una canzone romantica mascherata”. Jovanotti lo ha definito il pezzo più romantico della sua intera discografia “perché è proprio una cosa che ha a che fare con una sensazione apocalittica e allo stesso tempo liberatoria».

Questo tormentone sentimentale, ma dal sound rock, ci ha accompagnati nelle serate in discoteca, nelle trasferte in macchina con il vento tra i capelli e davanti al fuoco di un falò.

Il successo, oltre al ritmo incalzante e travolgente, è dovuto forse alla semplicità del testo in cui ogni coppia normale non stenta a riconoscersi: «il più grande spettacolo dopo il big-bang siamo noi/io e te che abbiamo fatto a pugni fino a volerci bene/che siamo due puntini ma visti da lontano/che ci aspettiamo il meglio come ogni primavera. Io e te».

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