Edoardo Bennato: «Con “Ho fatto un selfie” ironizzo su me stesso e sul moralismo da strapazzo» (intervista)

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Edoardo Bennato è un pezzo importante, anzi fondamentale, della storia della musica italiana.
Forse in pochi lo ricordano, ma è stato proprio lui il primo italiano a riempire lo stadio di San Siro, il 19 luglio 1980, tre settimane dopo il leggendario concerto di Bob Marley al Meazza.
Erano gli anni di Burattino senza fili e Sono solo canzonette, concept album rispettivamente su Pinocchio e Peter Pan che hanno segnato un’epoca.
La stessa coerenza artistica, la stessa voglia di prendersi e prendere in giro che era propria di brani come In prigione, in prigione o Cantautore e Rinnegato (non a caso tutti in scaletta) la porta avanti anche oggi, sia nei live che nelle nuove produzioni, come dimostra l’ultimo singolo Ho fatto un selfie, uscito proprio poche settimane fa.

Venerdì sera Bennato è salito sul palco dell’Arena Alpe Adria di Lignano Sabbiadoro con la sua band, formata da Roberto Perrone alla batteria, Arduino Lopez al basso, Raffaele Lopez alle tastiere, Gennaro Porcelli e Giuseppe Scarpato alle chitarre, per oltre due ore di rock tra brani vecchi e nuovi.
L’inizio ha visto Edoardo da solo sul palco, con chitarra, armonica e tamburello, eseguire tre dei suoi brani più famosi, Abbi dubbi, Il gatto e la volpe e Sono solo canzonette, per poi spaziare lungo l’arco di tutto il suo repertorio di oltre 45 anni di musica, da Un giorno credi alle ultime produzioni come Mastro Geppetto e la già citata Ho fatto un selfie, passando per brani storici come L’isola che non c’è, Ogni favola è un gioco, Il rock di Capitan Uncino, e chicche un po’ più nascoste della carriera del cantautore napoletano, come ad esempio La Luna, che in quest’anno caratterizzato dal cinquantenario dello sbarco sul nostro satellite trova il suo posto in scaletta.
La band è rodata e affiatata, con Giuseppe Scarpato che macina riff e assoli come quello alla fine di A Napoli 55 è ‘a musica, dove cita il solo di Another brick in the wall part 2 dei Pink Floyd.

Un concerto rock di ironia e contenuti, fatto per divertire ma anche per ragionare sulle parole delle canzoni, che a volta vengono rafforzate dalle immagini proiettate sullo schermo che fa da sfondo al palco, come nel caso di Pronti a salpare, dove mentre Edoardo canta “senza farsi troppi conti / sulla barca sono in tanti / pronti a salpare / sulla via della speranza / non ci si può disperare / pronti a salpare” si vedono decine di barconi che sono salpati per cercare una vita migliore, con un monito finale dedicato anche alla nostra società: “e anche noi privilegiati del sistema occidentale… pronti a salpare”, perché i tempi cambiano, il mondo cambia rapidamente, e dobbiamo essere tutti pronti ad affrontare quello che ci riserverà il futuro.
Ma le stesse Mangiafuoco, In prigione, in prigione, Meno male che adesso non c’è Nerone, nonostante abbiano decine di anni sulle spalle, suonano attuali ancora oggi se rapportate alla società e alla politica del tempo in cui viviamo.

A fine concerto abbiamo incontrato Edoardo per una breve intervista. Eccola:

Partiamo dall’ultima canzone, Ho fatto un selfie. Tutto sicuramente è nato da una sorta di “ribellione” che c’è stata sui social quando hai fatto la foto con Salvini. Non è la prima volta che ti capita di scrivere canzoni magari non di satira, ma di commenti a fatti realmente accaduti, questa com’è nata?
Io mi diverto a ironizzare sia su me stesso, come ho fatto ad esempio in passato con Rinnegato e Cautautore, che anche sulla situazione di inquisizione, di caccia alle streghe. Ironizzo sui censori, e quindi era l’occasione giusta per ridicolizzare anche questo atteggiamento di moralisti da strapazzo che viviamo in questo momento.
Del resto, l’Italietta dell’agosto del 2019, come quella di due, venti o quarant’anni fa, è collodiana: basta guardare le prime pagine dei giornali e ci trovi i gatti e le volpi che promettono quello che non possono mantenere, Mangiafuoco che non si capisce bene chi è, il Grillo parlante (o sparlante) che è diventato sommo giudice e padrone assoluto. Visto che i politici non hanno neanche la minima cognizione di quello che dicono e quello che fanno, è chiaro che un comico prende il sopravvento.
Riguardo il selfie con Salvini, quella sera nel camerino dopo il concerto c’era tanta gente oltre a lui: il Ministro Bonisoli, Marco Giallini, Sigfrido Ranucci di Report.
Sulla questione hanno interpellato finanche mio fratello Eugenio, e lui sai cos’ha risposto? Mio fratello Edoardo si può fare il selfie anche con il diavolo!

Nonostante l’attacco che hai ricevuto, tu tiri dritto con le tue idee, e le immagini forti dei migranti che vengono proiettate sullo schermo mentre canti Pronti a salpare sono eloquenti e danno ancora più forza al messaggio della canzone.
Io ho un’unica colpa, ovvero che attraverso i media non riesco a far ascoltare quello che faccio, per cui pezzi come Pronti a salpare o come Giro girotondo non sono conosciuti dal grande pubblico, quindi nel momento in cui c’è un fatto “scandalistico” è chiaro che non sapendo quello che faccio, quello che sono e quello che penso mi si dà addosso. Però al di là di tutto e di tutti, quello che è accaduto mi ha dato lo spunto per scrivere Ho fatto un selfie, visto che ridicolizzare i censori è uno dei miei divertimenti preferiti.

In un concerto, di solito, i cantautori e i cantanti in generale tengono le loro canzoni più famose per la fine, da suonare come bis. Tu invece hai aperto il concerto con Abbi dubbi, Il gatto e la volpe e Sono solo canzonette, tre dei tuoi brani più conosciuti dal pubblico. Una scelta particolare.
Io non appartengo a nessuna categoria, tantomeno a quella dei cantautori. Non appartengo né alla categoria dei cantautori, né dei buoni, né dei cattivi, né a destra, né a sinistra, nè sopra, né sotto, e non voglio appartenere a nessuna categoria.

E quindi cosa sei?
Sono uno che utilizza il rock’n’roll per ironizzare sugli eterni paradossi che sono davanti agli occhi di tutti quanti noi e che a volte per indolenza o per ignoranza facciamo finta di non vedere.
Comunque al di là delle ciance, al di là dei contenuti, l’obiettivo è quello di dare buone vibrazioni agli altri e di avere buone vibrazioni dal pubblico che viene ai miei concerti.

Questa la scaletta del concerto:
1. Abbi dubbi
2. Sono solo canzonette
3. Il gatto e la volpe
4. Il paese dei balocchi
5. Al diavolo il grillo parlante
6. Meno male che adesso non c’è Nerone
7. Mangiafuoco
8. L’isola che non c’è
9. Cantautore
10. Ho fatto un selfie
11. Mastro Geppetto
12. Quando sarai grande
13. A Napoli 55 è ‘a musica
14. Vendo Bagnoli
15. La calunnia è un venticello
16. La Luna
17. Ogni favola è un gioco
18. Pronti a salpare
19. Rinnegato
20. La fata
21. Il rock di Capitan Uncino

22. Venderò
23. Un giorno credi
24. In prigione, in prigione
25. Nisida
26. Ho fatto un selfie

Ecco la galleria fotografica del live, a cura di Biagio Ruggieri:

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