Renzo Arbore e l’Orchestra Italiana a Lignano Sabbiadoro: tre ore di live da Reginella a Cacao meravigliao

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Sabato sera all’Arena Alpe Adria di Lignano Sabbiadoro Renzo Arbore ha dimostrato ancora una volta, qualora ce ne fosse stato bisogno, perché è una delle persone più importanti della cultura italiana dal secondo dopoguerra a oggi.
Per capirlo sarebbero bastati anche solo i 30 minuti di video andati in onda prima del concerto (“per intrattenere il pubblico mentre si aspettano i ritardatari”), con spezzoni di oltre 50 anni di carriera e una miriade di personaggi che proprio Arbore ha lanciato, alternati coi grandi successi riscossi in giro per il mondo dall’Orchestra Italiana, fino al duetto su ‘O sole mio con Ray Charles (uno dei momenti più emozionanti di tutta la carriera dello showman foggiano, come lui stesso ci ha raccontato in questa intervista).

Alle 21:30 in punto inizia il concerto, che andrà avanti filato senza nemmeno una pausa fino a mezzanotte e venti, ovvero per quasi tre ore.
Sul palco, ovviamente, c’è anche l’Orchestra Italiana, formata da 15 grandi musicisti: Gianni Conte e Barbara Buonaiuto alle voci soliste, Mariano Caiano alla voce solista e alla chitarra, Salvatore Esposito, Raffaele La Ragione e Salvatore Della Vecchia ai mandolini, Michele Montefusco, Paolo Termini e Nicola Cantatore alle chitarre, Massimo Volpe alla direzione musicale e alle tastiere, Gianluca Pica a fisarmonica e tastiere, Giovanni Imparato e Peppe Sannino alle percussioni, Roberto Ciscognetti alla batteria e Massimo Cecchetti al basso.

La prima parte del concerto è caratterizzata dalle canzoni napoletane, quelle che proprio Arbore ha contribuito a rilanciare in Italia e nel mondo. Seguendo le orme di Renato Carosone, che fu il primo a fondere la musica napoletana con altri generi, soprattutto il jazz, l’Orchestra Italiana prosegue idealmente questo percorso, dando a quelle melodie classiche nuovi arrangiamenti dal suono internazionale, donando a quei brani un respiro da vera e propria world music, intesa nel senso più ampio del termine, ovvero attingendo a suoni, idee musicali e arrangiamenti da ogni parte del mondo per rendere internazionale il patrimonio della canzone storica napoletana: è il caso di ‘O Sarracino, che guarda all’altro lato del Mediterraneo, col suo andamento arabeggiante, Chella llà e Comme facette mammeta rivisitate in chiave blues, oppure Guaglione che strizza l’occhio a New Orleans con un pizzico di reggae nell’improvvisazione di Giovanni Imparato.

Ma non c’è solo la musica napoletana a farla da protagonista in questa serata: come lo stesso Arbore aveva annunciato, la seconda metà del concerto si tramuta infatti in una sorta di spettacolo di arte varia nel vero senso della parola: si passa quindi da un omaggio a Domenico Modugno con Piove, al tributo a Natalino Otto con Mamma, mi piace il ritmo (e uno scatenato Arbore al piano), fino a barzellette su romani, napoletani, milanesi e genovesi.
Non potevano ovviamente mancare le canzoni “della televisione”, quelle che milioni di italiani hanno cantato nel corso degli anni, da Quelli della notte a Indietro tutta, e allora ecco Ma la notte no, Vengo dopo il tiggì, Sì, la vita è tutt’un quiz e Tanto pe’ cantà.
Dopo l’immancabile Luna rossa la chiusura è affidata a Cacao meravigliao, dopo ben due ore e cinquanta minuti di concerto.

82 anni e non sentirli. Basterebbe questo a descrivere la serata, ma non è ancora abbastanza.
Sì, perché non è stato solo un concerto o uno “spettacolino di arte varia”, ma una vera e propria maratona attraverso la storia e la cultura popolare italiana, che non può prescindere dalla canzone napoletana, madre di tutta la musica italiana, e che si intreccia a doppio filo con le tante invenzioni che hanno caratterizzato la carriera di Renzo Arbore, che non si limita a cantare, ma ama raccontare aneddoti, narrare le vicissitudini che ci sono dietro le canzoni, per far conoscere e tramandare queste storie e creare un legame empatico tra il pubblico e ciò che sta ascoltando e vedendo, non riducendo il tutto a una mera esecuzione di una lista di canzoni, ma elevandolo ad arricchimento culturale.

Ecco la scaletta del concerto:

1. Reginella
2. Maruzzella
3. ‘O Sarracino
4. Chella llà
5. Guaglione
6. Voce ‘e notte
7. Canção do mar
8. Dicitencello vuje
9. Nessun dorma
10. La mattonella
11. Malafemmena
12. Piove (ciao ciao bambina)
13. Mamma, mi piace il ritmo
14. Smorza ‘e llights
15. Comme facette mammeta
16. Aummo… Aummo…
17. ‘O surdato ‘nnammurato
18. Ma la notte no
19. Vengo dopo il tiggì
20. Sì, la vita è tutt’un quiz
21. Tanto pe’ canta’
22. Luna rossa
23. Cacao meravigliao

Qui sotto la galleria fotografica del concerto, a cura di Biagio Ruggieri:

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