Venezia 76. The Perfect Candidate

Dottoressa saudita esasperata dal maschilismo si toglie il velo e scende in campo

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Perfect Candidate di Haifaa Al-Mansour è davvero uno strano film. Il volto della protagonista, medico in un ospedale Saudita (il cui pronto soccorso è inagibile perché la strada per l’ospedale non è asfaltata ed è inondata) si vede solo quando decide di togliersi la mascherina che per tradizione le donne devono portare. Lei è figlia di un musicista di matrimoni e anche le sorelle lavorano nel settore, dove si mescolano in maniere per noi lontanissime e vicinissime invocazioni a Maometto e il peggio dei programmi tv per casalinghe estenuate, ed è un mondo dove anche i moribondi al pronto soccorso non vogliono essere toccati da un medico donna. La giovane dottoressa allora decide di scendere in campo: stufa di dipendere dagli uomini e di essere discriminata si toglie il velo, va in tv e si presenta candidata alle elezioni locali. Scandalo. Pur di non avere tra i piedi una politica donna “qualcuno” fa aggiustare la strada. Abbiamo detto che è uno strano film: potrebbe essere il film più politico che c’è in giro (non scherziamo) o il pilot di una serie surreale da battezzare Saudi Anatomy invece di Grey’s Anatomy.

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