Venezia 76. Marriage Story

In realtà la storia di come un divorzio svuoti i contendenti e arricchisca gli avvocati

0

Marriage Story di Noah Baumbach (in concorso)  ci fornisce un aggiornamento alla modernità del tema di Kramer contro Kramer utilizzando senza melodramma (anzi, all’inizio senti profumi della New York di Woody Allen) la fine dell’amore tra l’attrice che veniva da Los Angeles Scarlett Johansson e il commediografo che veniva dall’indiana Adam Driver, newyorchesi belli e brillanti, che quasi impercettibilmente entrano in crisi e attraverso molte belle battute e un ricchissimo dialogo entrano nell’inferno del divorzio pilotato da avvocati specializzati: sembrava una cosa da discutere civilemente in una stanza e diventa la costruzione di due montagne di menzogne a filo di codice strutturate, si dice, per garantire i più deboli in sede legale. Il costo di questa operazione di civiltà è così alto (in denaro ed emotività) da spiegare perché i meno protetti socialmente ricorrano alla convivenza avvelenata o alla violenza. Baumbach accompagna con bravura lo spettatore in questa selva oscura. Che il passaggio dal sorriso sarcastico alla sofferenza sia così veloce dovevamo aspettarcelo dai precedenti Frances Ha e Giovani si diventa.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome