Venezia 76. Seules les Bêtes

Effetti concatenati di alcune illusioni dell'amore

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Seules les Bêtes di Dominik Moll ha aperto le Giornate degli  Autori. Viene da un romanzo omonimo di Colin Niel ed è quel genere di film in cui solo dopo un certo numero di eventi ti rendi conto che stai osservando  prima gli esiti e poi gli antefatti di certe azioni. Ed è una ronde di effetti concatenati. Abbiamo una giovane moglie in amore clandestino (lei, in amore: lui sembra in un film di fantasmi) con una specie di pastore eremita. Il pastore si è trovato nel campo una donna morta strangolata (definita “la parigina scomparsa”) che gli resuscita i fantasmi della madre morta e lo porta al peggio. La donna morta ha avuto una storia con una giovane cameriera che l’ha  raggiunta nella casa di montagna. Il marito della ragazza che amoreggiava col pastore crede d’aver  via internet una storia di amori e prestiti con la cameriera, ma in realtà ha subito una truffa via internet da un disastrato di Abidijan. Il disastrato amava tanto una donna che si era letteralmente venduta ad un francese. La sorpresa finale ve la lasciamo se ve la sentite di andare così in là nella catena di collegamenti altamente improbabili. Un effetto nefasto del genere che discende in parte dal girotondo di Schnitzler e soprattutto da Babel.

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