Tarantino, sulla Rai i film che lo hanno ispirato

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Arriva in Italia il prossimo 18 settembre C’era una volta a… Hollywood, nona fatica registica di Quentin Tarantino (artista del mese per la redazione di Spettakolo): presentato al Festival di Cannes in maggio e sugli schermi statunitensi dal 26 luglio, il film racconta la vicenda di un attore in crisi, Rick Dalton (Leonardo DiCaprio) e della sua controfigura, Cliff Booth (Brad Pitt), nella Hollywood d’oro e di sangue degli anni a cavallo tra la fine dei ’60 e l’inizio dei ’70, e le prime immagini suggeriscono che si tratti di metacinema nel senso più concreto del termine, con numerosi riferimenti — non sappiamo ancora quanto autoironici — a stilemi e vezzi tipici della poetica tarantiniana.

In occasione dell’uscita della nuova pellicola, come raccontato da Deadline, sarà proprio il celebre director statunitense a raccontare, con uno speciale, le 10 pellicole che l’hanno ispirato in fase di ideazione e di realizzazione del suo ultimo lavoro: Once Upon a Time in Hollywood and Quentin Tarantino Present the Swinging Sixties, questo il nome dell’esclusiva rassegna, attingerà al catalogo 1958-1970 della Columbia Pictures, e vedrà i film selezionati andare in onda per altrettante serate consecutive in più di ottanta paesi, a partire (circa) da una settimana prima della data di release di Once upon a time… in Hollywood su ciascuno dei mercati coinvolti nel progetto. A introdurre ciascun film, come dicevamo, sarà lo stesso Tarantino, che converserà con lo sceneggiatore e storico Kim Morgan e commenterà alcune immagini in anteprima del suo ultimo nato.

Molti e vari sono i generi ai quali ascrivere le trame degli oggetti della scelta, e tra essi non può ovviamente mancare il western, da sempre grande amore del regista statunitense: Quentin ha infatti più volte sottolineato d’esser caduto preda della fascinazione prodotta dal grande schermo grazie soprattutto ai nostri Sergio, Leone e Corbucci, padri nobili della rilettura italiana del genere polvere e pistola. Corbucci ha inoltre introdotto un elemento di asprezza nel racconto — divenuto più esplicito — degli episodi di violenza poi mutuato da Tarantino, che delle esplosioni pulp ha fatto il suo marchio di fabbrica a tal punto da correre talvolta il rischio di trasformarle in autocompiaciuta parodia.

Negli States, lo speciale è andato in onda dal 21 al 25 luglio, mentre in Italia potremo vederlo su Rai Movie e Rai 4 dal 16 al 21, in prima e seconda serata: «Sony Pictures mi ha messo a disposizione il suo catalogo, così che io potessi selezionate una serie di film rappresentativi dell’epoca nella quale C’era una volta a… Hollywood è ambientato, The Swinging Sixties. Non vedo l’ora di presentare questi film e di goderceli insieme», così Quentin. Gli ha fatto eco il direttore della Sony Pictures Television, Mike Hopkins: «C’era una volta a… Hollywood ha tutte le caratteristiche di un evento cinematografico. Siamo entusiasti di supportarlo e di portare questi fantastici film dalla storica cineteca dello studio al pubblico di tutto il mondo».

I FILM IN PROGRAMMA:

Bob & Carol & Ted & Alice (1969, di Paul Mazursky)
Fiore di cactus (1969, di Gene Saks)
Easy Rider (1969, di Dennis Hopper)
L’amante perduta (1969, di Jacques Demy)
La battaglia del Mar dei Coralli (1959, di Paul Wendkos)
L’impossibilità di essere normale (1970, di Richard Rush)
Missione compiuta stop. Bacioni Matt (1968, di Phil Karlson)
Hammerhead (1968, di David Miller)
Il sentiero della violenza (1958, di Phil Karlson)
I pistoleri maledetti (1965, di William Witney)

IL TRAILER DI “C’ERA UNA VOLTA A… HOLLYWOOD”

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I PROTAGONISTI

Leonardo DiCaprio è Rick Dalton, star del western televisivo che, vittima delle proprie dipendenze, sente di non aver più nulla da offrire al suo pubblico. Il suo alter ego nella vita extraschermo è ormai stella di prima grandezza nel mondo del cinema contemporaneo, divenuta tale negli anni grazie alla determinazione dimostrata nel perseguire fin dal caotico periodo post-Titanic il suo (coraggioso) obiettivo di prender parte solo a film che ne valorizzino le molteplici sfaccettature recitative, preferendo una valutazione attenta delle sceneggiature a titoli “comodi”. Nel 2021 lo vedremo in Killers of the Flower Moon, sesta collaborazione con Martin Scorsese.

Brad Pitt è Cliff Booth, veterano di guerra e controfigura del protagonista, con alle spalle un sospetto uxoricidio. Muscolare e ironico come da tradizione, Pitt continua a inanellare ruoli che sparigliano le carte impedendone l’incasellamento: lo scorso 29 agosto è stato presentato alla 76.ma Mostra cinematografica di Venezia Ad Astra, il suo ultimo film, un dramma dalle implicazioni filosofiche nel quale interpreta un astronauta inviato nello spazio a risolvere il mistero della scomparsa di suo padre, Tommy Lee Jones.

Margot Robbie è Sharon Tate, giovane e bellissima promessa del grande schermo, moglie del regista Roman Polanski e in attesa del loro primo figlio. Come è noto, Sharon fu vittima del massacro perpetrato l’8 agosto del 1969 dalla setta di Charles Manson (nel film interpretato da Damon Harriman), che si rese in quegli anni responsabile di almeno sette omicidi. La Robbie, scoperta da Martin Scorsese in The Wolf of Wall Street, del 2013, nel quale prestava volto e fascino a Naomi, moglie del Jordan Belfort di Leonardo DiCaprio, è stata poi Harley Quinn nella Sucide Squad di David Ayer, ruolo che riprenderà nel 2020 per un secondo capitolo, Birds of Prey, nel quale si scoprirà di più su storia e ambizioni della supereroina dei comics DC.

Al Pacino, qui nelle vesti dell’agente dei divi Marvin Schwarz, non ha bisogno di presentazioni: oltre cinquant’anni di carriera e interpretazioni diventate in sé veri e propri compendi di senso e tecnica del mestiere dell’attore, sarà, per la prima volta diretto da Scorsese, tra i protagonisti di The Irishman, con Robert De Niro e Joe Pesci, pellicola all star che promette di rappresentare un’altra pietra miliare del genere gangster movie.

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Chiara Rita Persico
Classe ’83, nerd orgogliosa e convinta, sono laureata con lode in ingegneria dei sogni rumorosi ed eccessivi, ma con specializzazione in realismologia e contatto col suolo. Scrivo di spettacolo da sempre, in italiano e in inglese, e da sempre cerco di capirne un po’ di più della vita e i suoi arzigogoli guardandola attraverso il prisma delle creazioni artistiche di chi ha uno straordinario talento nel raccontarla con sincerità, poesia e autentica passione.

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