Quantin Tarantino sceneggiatore: i film che ha “scritto”, ma non diretto

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Quentin Tarantino e George Cloney

Nel mese che Spettakolo ha deciso di dedicare a Quentin Tarantino, ospitiamo un articolo scritto da Massimo Santimone, esperto di cinema e programmer del Riviera International Film Festival.

La rivista Empire l’ha nominato come ottavo miglior regista di tutti i tempi, ma sarebbe decisamente molto interessante sapere anche dove si è piazzato nella classifica dei migliori sceneggiatori di sempre. Oggi infatti nelle scuole di tutto il mondo si studiano i film di Quentin Tarantino, ma soprattutto le sue sceneggiature, anche quelle scritte per film che non ha diretto in prima persona.

Tra queste, la prima da ricordare è quella  di un piccolo film del 1991 intitolato Le mani della notte, che ha come protagonista un già imbolsito, ma sempre grande, Rutger Hauer. Un thriller diretto, a dire il vero non splendidamente, dalla regista Jan Eliasberg, ma che mantiene comunque un certo fascino retrò. Tarantino ha messo le mani su questo progetto quando la sceneggiatura era già stata scritta completamente, stravolgendola in più punti. Nei titoli il nostro risulta però come produttore associato e non come sceneggiatore. Comunque è con questo film che vediamo per la prima volta il nome di Quentin Tarantino sul grande schermo.

L’altra sceneggiatura che viene scritta da Tarantino e Roger Avary, co-autore di Pulp Fiction, è divisa in due film differenti.

La prima parte esce nel 1992 ed è un vero e proprio cult dal titolo Una vita al massimo, in cui stranamente Avary risulta solo autore del soggetto. Un gioiello diretto dal compianto Tony Scott, che però ha tutte le caratteristiche tarantiniane che il pubblico ama: violenza, ironia, personaggi bizzarri, criminali e “pupe” che fanno perdere la testa. Addirittura il personaggio principale Clarence Worley, interpretato da Christian Slater, ha delle similitudini con il vero Tarantino. Entrambi amano i film di arti marziali e la musica di altri tempi, inoltre Clarence lavora in un negozio di fumetti, mentre Quentin, negli anni ‘80, era commesso in una videoteca. Il film di Scott ha un cast di vere star come Patricia Arquette (che insieme a Slater forma una coppia di novelli Bonnie & Clyde), Gary Oldman, Christopher Walken, Dennis Hopper, Val Kilmer e due grandi nomi che accompagneranno Tarantino lungo la sua carriera: Brad Pitt e Samuel L. Jackson.

La seconda parte di quella sceneggiatura, anch’essa incentrata su una coppia in fuga, diventa un grande successo al botteghino nel 1994, con il titolo di Assassini nati. In questo caso però il regista Oliver Stone entra in conflitto con Tarantino, che si dissocia dalla riscrittura fatta dallo stesso Stone e da altri sceneggiatori e viene citato solo come autore del soggetto. Roger Avary non appare per niente. Quella che viene modificata è soprattutto la seconda parte del film, in cui i due assassini e amanti folli, interpretati da Woody Harrelson e Juliette Lewis, entrano in contatto con il mondo dei media che Oliver Stone critica ferocemente. Tarantino, nello script originale, si era concentrato più sulla violenza, su dialoghi particolarmente brillanti e su una trama piena di “avantpop” come in Pulp Fiction e Kill Bill. Assassini nati diventa comunque un classico nel suo genere e vince il Gran Premio della Giura al Festival di Venezia.

Un altro film che i fan di Quentin non devono assolutamente perdere, scritto ma non diretto da Tarantino, è Dal tramonto all’alba. Un capolavoro? Difficile dirlo! Quello che è certo è che non esiste nella storia un film diviso in due parti così nette. Il “primo tempo” è un gangster movie on the road in cui due fratelli, ladri e assassini, prendono in ostaggio una famiglia per oltrepassare il confine con il Messico; niente lascia intravedere che nel “secondo tempo” il film si trasformerà in un vero e proprio horror movie. Niente. Nessuna traccia di eventi paranormali o apparizioni che diano un’idea di quello che succede dopo che i due fratelli e gli ostaggi trovano, dopo aver cercato riparo in un bar gestito da vampiri assetati di sangue. Cosa mai vista al cinema fino al 1996, quando Tarantino decide di dare in mano questa sceneggiatura al suo grande amico, il regista Robert Rodriguez. Tarantino però non si fa da parte, ma diventa addirittura attore interpretando uno dei due fratelli assassini. L’altro è George Clooney, al suo primo grande ruolo cinematografico, che nell’occasione dimostra notevoli qualità da attore. Anche in questo caso c’è un cast d’eccezione, in cui spiccano Harvey Keitel (il mitico mister Wolf di Pulp Fiction), Juliette Lewis e la regina vampira più sexy della storia: Salma Hayek.

Dal tramonto all’alba è un film di Tarantino al 100%, ma se dovessi fare una classica di questi titoli al primo posto ci sarebbe sicuramente il patinato e pazzo Una vita al massimo.

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