Venezia 76. American Skin

Il padre di un ragazzo ucciso da un poliziotto trasforma il commissariatro in un tribunale

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American Skin è una canzone di Springsteen su un afroamericano di New York, disarmato, ucciso dalla polizia durante un controllo di routine con 19 colpi di pistola. American Skin, secondo film di Nate Parker, prodotto da Spike Lee, presentato nella sezione Sconfini, ha per antefatto l’assassinio di un ragazzo afroamericano fermato per un controllo e ucciso sotto gli cchi del padre perché impugna un cellulare. Ma il film è sul padre del ragazzo che con altri reduci delle ultime guerre mediorientali sequestra a mano armata il commissariato e mentre è sotto assedio dei tiratori scelti mette in scena un processo al  poliziotto che ha sparato a suo figlio usando come giuria alcuni afroamericani in stato d’arresto e il pubblico presente in quel momento nella stazione di polizia. Il tutto raccontato da un giovane filmaker, coinvolto a sua insaputa mentre tentava di fare un documentario sul ragazzo ucciso. Prima parte svelta e molto “falso documentario”, seconda parte che miscela Quel pomeriggio di un giorno da cani e La parola ai giurati. Terza parte e finale che ci fa sospettare che la produzione di Spike Lee sia invasiva. La parola  ai giurati, cioè agli spettatori

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