Venezia 76. L’ospite d’onore

Ub padre inquisitore di cibi inquisito per amore

0

L’ospite d’onore (in Concorso) segna il ritorno di Atom Egoyan al film labirintico che nasconde l’inquietante nella dispersione. Al funerale del padre Jim la figlia Veronica spiega al prete chi era il genitore, ma il prete, scopriamo, ne sa più di lei. Non vi diciamo perché la ragazza spieghi la vita del padre e dove sia stata fino a quel punto e perché, ma è giusto che sappiate che il padre le regalò un coniglio bianco, che il padre per mestiere era un ispettore sanitario e decideva della sorte dei ristoranti (a modo suo un inquisitore), che in un ristorante scoprì che venivano servite orecchie di coniglio e incontrò una verità, che credeva che lo zampino di coniglio fosse un portafortuna, che l’ossessione dei figli che la colpa di tutto  sia dei genitori spesso cela un’inquietante cecità per le proprie colpe, che l’evidenza raramente è evidente e infine che il coniglio, che vive in tane sotterranee, è considerato un tramite per il mondo dei morti. Agli inizi Egoyan venne definito un incrocio tra Wenders e Cronenberg. Il giudizio oggi andrebbe rivisto, perché la verità è cangiante.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome