Venezia 76. Babyteeth

Lei malata lui drogato il padre strambo la mamma strafatta. E la felicità?

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Ragazzina australiana di buona scuola incappa in pazzoide tatuato gettato fuori di casa dalla mamma. La ragazzina ha un papà psichiatra che gioca a far l’amore in studio con la mamma sciroccata, la vicina di casa incinta e sola continua a chiamare un cane disperso col nome dello psichiatra, l’insegnante di violino spasima ancora per la mamma della ragazzina. E la ragazzina,  ahimé, cambia umore e parrucche,  sta morendo di cancro ed è in chemio. Ci sono tutte le premesse per stufarsi dell’eccesso di coincidenze disfunzionali. Eppure, pianino, l’amore si fa strada in mezzo a questo disastro e quella che sembrava una commedia deviata si rivela un melodramma a testa in giù (forse perché si svolge agli antipodi). Il dente di latte del titolo (Babyteeth, in corcorso, firmato da Shannon Murphy) è una caratteristica curiosa della ragazzina, l’ultimo frammento di infanzia che non se ne vuole andare. Avete capito quando se ne andrà?

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