Jovanotti, la sua immagine fa da esca per una truffa online

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Clicca, dai, e lo/la ascolterai confessare qualcosa che non ti aspetteresti mai! Articoli che promettono succose rivelazioni inedite sulla vita di un artista: che sia il link a una (presunta) intervista strappata per strada sullo stile dell’americano TMZ, o il sempre temutissimo spifferare da parte della proverbiale “fonte attendibile molto vicina”, ammettiamolo… del canto delle sirene del pettegolezzo tutti siam caduti vittime, almeno una volta. Peccato che spesso, dietro un apparentemente innocuo titolo creato ad arte per calamitare l’attenzione, si nasconda un vero e proprio rischio per i nostri dati personali e il nostro patrimonio. L’ultimo volto a esser stato utilizzato con una finalità tutt’altro che benefica è Jovanotti, che si è ritrovato, suo malgrado, a interpretare il ruolo di esca per una truffa online via Facebook.

E sono state, come spesso accade, Le Iene a spiegare nel dettaglio quale sia il meccanismo criminale che si nasconde dietro questo pericoloso specchietto per le allodole, avvalendosi della puntuale consulenza di Francesco Agostinis, esperto di advertising virtuale: «Si tratta di ‘clickbaiting’, di invito forzato al click: questa gente sfrutta l’immagine di persone famose e contenuti in quel momento virali per attirare più persone possibile. Un utente ha istintivamente fiducia verso un contenuto che mostra l’immagine di Jovanotti. Ma quando la gente clicca si trova, per esempio, a leggere un articolo in cui ti dicono che per diventare ricco come Jovanotti devi iniziare a fare trading online e con la scusa ti fanno inserire i tuoi dati o ti mandano direttamente su una pagina di trading. Quei dati, come il tuo contatto o il tuo numero di telefono, vengono poi venduti ad aziende di trading o di promozioni telefoniche». E l’esperto aggiunge: «Dobbiamo pensare che questi contenuti vengono visualizzati da milioni di persone, anche perché chi gestisce questo ‘business’ investe dei soldi comprando dello spazio su Facebook, tramite la piattaforma di advertising, proprio per promuovere il suo post. Anche statisticamente, su tutti gli utenti che si trovano davanti quel contenuto, la percentuale di chi ci casca è alta. Illegale? Assolutamente sì: sfruttano la sua immagine senza permesso a scopo di lucro. Il problema però è che spesso sono società estere e riuscire a rintracciare un responsabile è quasi impossibile. Facebook cerca di limitare il fenomeno eliminando i contenuti segnalati dagli utenti. Per questo è importante che chi riconosce questi post li segnali».

Lo stesso Lorenzo ha ritenuto fosse doveroso mettere in guardia i suoi tanti sostenitori: «È molto difficile fermare sta merda perché i server dai quali viene generata sono irrintracciabili in tempi brevi nonostante tutte le azioni legali possibili. Le cosiddette fake news sono un problema della Rete, in certi casi generate da qualcuno che ci prova gusto e ce ne dobbiamo fare una ragione, ma spesso è vera e propria criminalità informatica che si può combattere con l’unico strumento a nostra disposizione oggi ovvero ragionare e fare attenzione».

Seguiamo il suo consiglio, dunque: occhi aperti, sempre. Ché tanto, in questo mondo che si trasforma (purtroppo) sempre più in un Truman Show, è pressoché impossibile che un segreto “scottante” su una celebrità resti segreto a lungo…

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Chiara Rita Persico
Classe ’83, nerd orgogliosa e convinta, sono laureata con lode in ingegneria dei sogni rumorosi ed eccessivi, ma con specializzazione in realismologia e contatto col suolo. Scrivo di spettacolo da sempre, in italiano e in inglese, e da sempre cerco di capirne un po’ di più della vita e i suoi arzigogoli guardandola attraverso il prisma delle creazioni artistiche di chi ha uno straordinario talento nel raccontarla con sincerità, poesia e autentica passione.

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