L’Urlo, il cortometraggio scritto e diretto da Francesco Barilli

Martedì 10 settembre 2019 ore 21.15 al cinema Astra di Parma verrà proiettato in anteprima nazionale il film alla presenza di tutto il cast

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Seguirà la presentazione del corto originale di Camillo Bazzoni

In un futuro distopico, in cui sono inibite e vietate le emozioni di ogni genere, Paolo Caren legge libri di poesia, sente musica e si innamora. La polizia di Stato per la salvaguardia del popolo si mette sulle sue tracce. Caren viene spiato, seguito e arrestato. È questa la trama de L’Urlo, il remake dell’omonimo film del 1966 diretto da Camillo Bazzoni, prodotto e fotografato da Vittorio Storaro, interpretato da Francesco Barilli. A distanza di cinquant’anni, Francesco Barilli, attore protagonista dell’originale, si sposta alla regia e il suo ruolo è oggi interpretato dall’attore e regista Luca Magri (Il Solitario, La casa nel vento dei morti, Il Vincente). Le riprese si sono svolte, come nel ‘66, nei territori di Parma e provincia, ma utilizzando quella parte architettonica della città più futuristica e allo stesso tempo meno conosciuta. Il progetto e la storia della pellicola originale partono nel 1965, quando tre giovani cineasti, Bazzoni, Storaro e Barilli, reduci dal set di Prima della rivoluzione del 1964 di Bernardo Bertolucci (Barilli era il protagonista, Storaro e Bazzoni vi avevano lavorato come operatori di ripresa), scrissero un soggetto di fantascienza e, con un budget irrisorio, girarono un piccolo film tra Parma, Roma e Salsomaggiore Terme, senza immaginare che sarebbe stato destinato a divenire un film di culto. Nel 1966 L’Urlo debuttò al festival di Cannes godendo di un ragguardevole successo, lanciando la carriera di Bazzoni, di Barilli e facendo scoprire al pubblico la straordinaria capacità visiva di Storaro, diventato uno tra i più grandi esponenti della cinematografia mondiale. Nel 1967 Storaro, al suo primo lavoro importante come direttore della fotografia, ricevette un attestato speciale per la migliore fotografia in bianco e nero dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici ai Nastri d’Argento. Mezzo secolo dopo, uno degli autori dell’opera originale e straordinario protagonista del corto, Francesco Barilli, ha un’idea che intende fortemente realizzare: rifare il corto aggiornandolo ai nostri tempi e alla nostra tecnologia, nella sfida di riuscire a trasformarlo in qualcosa di fortemente attuale sia artisticamente sia a livello produttivo. L’incontro con la società di produzione cinematografica parmense Avila Entertainment srl fa sì che il progetto prenda forma e si realizzi.

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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