Venezia 76. Gloria Mundi

I nuovi Miserabili, Guédiguian, Marsiglia e la poesia

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Gloria Mundi di Robert Guédiguian, in Concorso, è l’ennesimo spaccato di realtà contemporanea, ancora una volta a Marsiglia, con i soliti attori del giro, questa volta sulla crisi che dilania i poveri. Un’anziana coppia, lei donna delle pulizie che ha avuto due figlie da due compagni (il primo che esce ora di galera dopo vent’anni, il secondo autista di bus), si ritrova con due famiglie in crisi: la figlia che ha sposato un autista di Uber e freme di irrequietezza e povertà, e la figlia arrivista che sogna di fare molti soldi con il compagno cocainomane e infedele, tra l’altro amante della cognata. L’autista di bus viene sospeso perché sorpreso dalla stradale a redarguire al cellulare la figlia egoista  mentre guida e al marito dell’infelice e infedele tassisti violenti spezzano un braccio . Avete capito che la catena dell’infelicità si moltiplica perché, come piove sul bagnato, così le disgrazie cercano i disgraziati. La soluzione, di terribile tristezza e bellezza, spetta all’ex carcerato  che ha trovato la sua misura di vita nel comporre haiku. Il tutto mentre nasce una nuova creatura che viene chiamata Gloria. Ma il titolo intero è un monito: Sic Transit Gloria Mundi.

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