Venezia 76. Una valutazione

E ora premiamo i premi

0

Leone Oro. Joker. Diciamocelo. Ha stupito molti. Cosa non era da festival di Joker? La classe sociale? Il Joker è un fumetto. Non era da concorso il film (che è derivativo: se non ci fosse la saga di Batman non ci sarebbe il Joker) o il personaggio? Forse non lo era il regista, che consideravamo un buffone triste specializzato in doposbornie? Ma il suo Joker è un buffone triste. E siccome non bastava la metafora, gli hanno anche inventato una malattia mentale da trauma. Forse non inventata: esiste  la sindrome di Creutzfeld-Jacob e persino il Kuru che affliggeva i primitivi della Nuova Guinea: quando si peggiora si ride. Resta un dubbio: questo Joker è di Joaquin Phoenix (che ha trasformato con personali discese nel delirio molti personaggi dei suoi film) o di Todd Phillips, che nascondeva una certa vena folle dietro la malinconia delle sue commedie matte?
 E ora cosa cambierà? Rischiamo nel futuro una Palma d’oro a Palpatine o un Orso d’oro a Lex Luthor?

Leone d’argento della giuria. J’accuse. Dopo quello che ha detto la presidente Martel su Polanski, ogni valutazione è viziata da retropensieri. Argento punitivo? Argento da sensi di colpa?

Leone d’argento alla regia. About Endlessness. Premio ineffabile a film ineffabile.

Coppa Volpi a Luca Martinelli per Martin Eden. Qui viene il dubbio che avrebbero voluto dare la coppa Volpi al signor Eden e si sono confusi, perché in Martin Eden (e qui sta il suo bello) il regista ha cambiato di posto il vero, il falso, il passato e il presente.

Premio speciale a La mafia non è più quella di una volta di Franco Maresco. Che alla fine di un film (un po’ docu e un po’ fiction) su come la retorica della mafia inglobi anche la condanna della mafia cita il Presidente della Repubblica Mattarella tra i reticenti sulla questione trattativa Stato/Mafia. Un premio speciale che segue la frase di Tancredi, nipote del principe di Salina: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”? Più Gattopardo che Leone?

Premio alla sceneggiatura. N°7 Cherry Lane. Perverso come il film e in linea con il premio a Joker. Premiare la sceneggiatura di un’animazione strana e a tratti estenuante  è di sottigliezza quasi cinese. Peraltro in tempi di moti a Hong Kong.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome