Springsteen: il 12 la prima mondiale di “Western Stars” al TIFF

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In attesa di notizie certe in merito a un prossimo tour con la E Street Band nel 2020, tutti noi fans ci stiamo concentrando sull’attività cinematografica di Bruce Springsteen. Archiviato — si fa per dire, perché ne torneremo a parlare su queste pagine — Blinded By The Light, la notizia del giorno è la prima mondiale del film Western Stars, in programma al Toronto International Film Festival giovedì 12 settembre. Diretto dallo stesso Bruce e dall’immancabile Thom Zimny (colui che ha diretto tutte le produzioni video di Springsteen negli ultimi anni, nda), Western Stars è più di un film: dalle prime indiscrezioni trapelate, e dalle notizie giunteci dall’ufficio stampa del Festival, si tratta di un diario-documentario relativo non soltanto alla realizzazione dell’ultimo omonimo album del nostro, ma anche un racconto intimo e privato della visione che Bruce ha del mondo, della vita, del sogno americano, della musica. Il tutto accompagnato dalle canzoni che compongono il disco e che sono state tutte suonate dal vivo da Bruce e da un’orchestra di trenta elementi. Springsteen aveva già annunciato che non ci sarebbe stata nessuna esibizione live, nessun concerto, nessun tour per questo album, e che quindi questo film nasceva proprio dal desiderio di “regalare” al suo pubblico più musica.
Springsteen ha suonato i pezzi dell’album soltanto una volta prima di questo film, nel suo ranch a Colts Neck, alla presenza di un gruppo selezionatissimo (e fortunatissimo) di amici e conoscenti. Noi non eravamo lì, ma dal trailer di questo film si capisce immediatamente che la resa live di questi brani è pazzesca. Il film è stato realizzato la scorsa estate e arriverà in tempi piuttosto brevi nei cinema di tutto il mondo. La data fissata per l’uscita negli USA è il 25 ottobre. In Italia, subito dopo.
Del disco si è subito detto che sembrava una colonna sonora, che le singole canzoni costituivano dei piccoli film, che tutti i personaggi sembravano usciti dal grande schermo: ebbene, adesso abbiamo finalmente la possibilità di vedere la resa di questi personaggi al cinema. Springsteen racconta come è nato l’album, chi sono questi personaggi, da dove arrivano e in che direzione vanno. Accanto a lui l’immancabile Patti, colei che — lo ribadisce anche nel film — lo ha salvato, la sua redentrice, la donna trasformata (anche lei) in archetipo per i protagonisti dell’album (e del film) che diventano un unico personaggio: il solitario, il disperato, il deluso che cerca la sua salvezza proprio nell’amore. La tensione è tra l’andarsene per le strade dell’America, e il mettere su famiglia. Che è anche non soltanto il filo conduttore di tutta la vita e la carriera di Springsteen, ma anche quello della letteratura Americana.
Il film, distribuito dalla Warner Bros., arriva dunque in anteprima mondiale al Festival di Toronto giovedì 12 settembre alle 21.30 alla Roy Thomson Hall, dove sono attesi (ovviamente) i coniugi Springsteen. Si replica venerdì 13 al Winter Garden Theatre (alle 11 di mattina), e infine sabato 14 allo Scotiabank Theatre alle 20.45. Se vi trovate in Canada, dalle parti di Toronto, non perdete l’occasione. Il film, dalle immagini del trailer, promette lacrime e groppi in gola a profusione oltre a (come sempre) grandissime emozioni…

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Patrizia De Rossi
Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati due su Luciano Ligabue: Certe notti sogno Elvis (Giorgio Lucas Editore, 1995) e Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue (Arcana, 2011). Uno (insieme a Ermanno Labianca) su Ben Harper, Arriverà una luce (Nuovi Equilibri, 2005) e uno su Gianna Nannini, Fiore di Ninfea (Arcana). Il suo ultimo libro, scritto con Mauro Alvisi, s'intitola "Autostop Generation" (Ultra Edizioni). Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.

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