Nella seconda edizione di Milano Bike City
Antonio (Lamberto Maggiorani), un disoccupato romano riesce a essere assunto come attacchino, impiego che necessita dell’uso di una propria bicicletta acquistata con la biancheria che sua moglie ha portato al monte di pietà. L’uomo, disperato, si accorge del furto del suo indispensabile strumento di lavoro. Decide allora di rubare a sua volta una bicicletta, ma, scoperto, è aggredito dalla folla che lo lascia solo dopo aver visto negli occhi del suo bambino le lacrime di paura e di spavento. Tratto dall’omonimo romanzo di Luigi Bartolini, sceneggiato da Cesare Zavattini, Ladri di biciclette, 1948, capolavoro del neorealismo firmato da Vittorio De Sica, è una lucida e crudele immagine del dopoguerra italiano tra miseria e povertà. Il film, restaurato dalla Cineteca di Bologna, è in programma sabato 14 alle ore 12.10 e domenica 15 alle ore 13.35 nell’ambito della manifestazione Milano Bike City. Seguirà il 14 settembre ore 13.50 e domenica 15 ore 12.25 il documentario di Andrea Gropplero di Troppenburg, omaggio sorridente all’evento sportivo più amato dagli italiani: Il Giro d’Italia, raccontato a partire dalle rare sequenze esistenti sul primo Giro del 1909, passando per la prima tappa Milano-Bologna fino ai giorni nostri. Un viaggio nei filmati d’archivio dell’Istituto Luce per vivere le emozioni del Giro. Parole, immagini, leggende più o meno provate. Ci accompagneranno alla scoperta del Giro, oltre a Davide Cassani, c.t. della Nazionale di ciclismo, personalità dello sport come Romano Prodi, noto cicloamatore, Enrico Brizzi, scrittore appassionato di bici e di ciclismo, Ernesto Colnago, storico meccanico del Giro e grande costruttore di biciclette, Giorgio Squinzi, patron della Mapei, una delle squadre più vittoriose della storia, Massimo Cacciari, filosofo e appassionato, Urbano Cairo editore RCS, proprietario Gazzetta dello Sport e del Giro d’Italia, Achille Bonito Oliva, critico d’arte e appassionato del giro e tre grandi campioni italiani come Felice Gimondi con tre vittorie e nove podi conquistati, Francesco Moser, con cui è cominciata l’era tecnologica del Giro, e Vincenzo Nibali, il nuovo campione del Giro d’Italia globalizzato.







































