Raf e Tozzi:”L’Arena è la conclusione più bella per il nostro tour”

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Raf e Umberto Tozzi

Un’amicizia di lunghissima data, nata per caso, come spesso accade per le cose migliori della vita. Un sodalizio artistico che ha avuto un lungo stop ma è come non si fosse mai fermato. Parliamo di Raf ed Umberto Tozzi, reduci da un tour di grande successo in cui hanno ripercorso l’uno la carriera dell’altro, unici e interscambiabili allo stesso tempo. Interpretano le canzoni l’uno dell’altro con trasporto, rispetto e naturalezza, in una complicità evidente. Questa esperienza (a cui hanno pensato per anni) si concluderà all’Arena di Verona il prossimo 25 settembre, in un ritorno molto atteso dopo il successo di due anni fa con lo show 40 anni che ti amo. Un ritorno nel posto in cui tutto questo progetto ha preso vita.

«Ci aspettiamo una grandissima accoglienza, abbiamo fatto un tour stupendo e ci mancheremo»,  racconta Tozzi, rilassato ed emozionato. Gli fa eco Raf, in un commento nostalgico : «Mi ricordo il Festivalbar… purtroppo dobbiamo adattarci al digitale, al moderno, in quanto padri di famiglia e musicisti dobbiamo adeguarci con tanta voglia di suonare».

Una serata che si preannuncia un evento, ma di cui non ci sarà il DVD perché c’è già una registrazione del concerto torinese dei mesi scorsi. «Tanti ricordi insieme. Quando sono salito sul palco mi hanno detto tutti c’è stata una reazione particolare del pubblico — ricorda Raf — Da anni ci sentivamo e ci dicevamo sarebbe stato carino un tour. Quella è stata la spinta per mettere da parte un album a cui stavo lavorando. Questo tour è stato una dElle cose più belle della mia carriera».

Tozzi ammette che oltre al talento è necessaria una buona dose di fortuna: «Siamo stati due musicisti fortunati che si sono incontrati in periodi irripetibili.  È nata una stima indiscussa, abbiamo sempre avuto un bellissimo rapporto e ci compensiamo».

Non smentisce l’amico Raf, che evidenzia anche una certa somiglianza caratteriale: «Ci somigliamo in molte cose, abbiamo idee diverse ma passiamo così bene il tempo da sempre che questa è la cosa più importante.  Molti ci dicono che abbiamo entrambi la testa fra le nuvole. Nessuno dei due ha mai voluto chissà cosa, ci divertivamo suonando. Giancarlo Bigazzi ci ha cercato. Non avevamo nessuna voglia di gareggiare ed essere protagonisti».

Una somiglianza che, come svela Tozzi, hanno ritrovato anche nei loro percorsi artistici: «Abbiamo scoperto carriere similari, e tutto è nato per caso. Esistono delle situazioni che io definisco fortunate.  Nella vita si fanno degli incontri già predestinati che diventano molto importanti. Abbiamo incrociato musicisti e produttori congeniali a ciò che volevamo realizzare».

Una fortuna che Raf commenta ridendo in modo chiaro e laconico: «Ci vuole c…o» , e continua dicendo che «non è facile far combaciare tutto: Nascono tante problematiche sotto i riflettori.  Se non si è realmente buoni amici qualcosa va storto». A chi chiede della scaletta, non ci sono molti dubbi: La scaletta è nota , si chiude con Gloria. Avremo 10 musicisti, una è quella di Umberto altri sono musicisti che ho scelto io. L’amalgama non è stato facile. La mia musica a volte stacca dal pop rock di Umberto. Ho avuto un supporto sonoro strepitoso. Non ci sono effetti speciali, solo grande carica emotiva».

Anche quando arriva la classica domanda “che canzone avreste voluto scrivere dell’altro?”, Raf non ha incertezze: «Avrei voluto scrivere Gloria, anche se come dice Fiorello magari è solo per i diritti» , ironizza. Sempre in nome della stima reciproca, Tozzi ribadisce che «Ho sempre apprezzato la sua musica» .

Il segreto della loro freschezza? «Qualche anno fa ho avuto un momento strano per una vita un po’ troppo rock and roll — afferma Tozzi — Sono diventato più attento e salutista. Vedo la vita a colori. Prima avevo orari molto strani. Questo ha favorito il recupero, e mia moglie ha favorito il recupero. A parte stare attenti, credo sia fondamentale avere una compagna di vita forte, e noi abbiamo questa fortuna». Per Raf il segreto è la tranquillità: «La quotidianità va vissuta con serenità».

In un’era di trap e rap in cui tutto corre veloce, le loro carriere sono state molto diverse, e iniziate in un momento in cui la musica veniva scritta e pensata per mesi o addirittura anni: «Avere a disposizione tempo per la creatività, mesi per un album, faceva la differenza» — afferma Raf — «Avevi modo di pensare alle canzoni.  Oggi è tutto usa e getta. Non hanno uno spessore le canzoni, è tutto più piatto sotto qualsiasi aspetto il livello è sceso molto. C’era un lavoro di equipe». Tozzi sottolinea anche l’importanza di un entourage tecnico capace di sostenere gli artisti e valorizzarli: «C’era competenza musicale e si accettavano consigli umilmente.  Noi dovevamo fare una “guerra” per farci notare in un periodo storico irripetibile. C’erano Beatles, Police…».

Dopo questa esperienza insieme così positiva, la domanda più ricorrente è: cosa accadrà dal 26 settembre in poi? «Stiamo lavorando a dei progetti inediti separatamente», afferma Tozzi.  Ma siamo sicuri che le loro carriere si incroceranno nuovamente.

Sul palco insieme ai due cantautori ci saranno i musicisti Elisa Semprini (violino e cori), Daniele Leucci (percussioni), Raffaele Chiatto (chitarra), Valerio Bruno (basso), Maurizio Campo (tastiere), Gianni Vancini (sax), Salvatore Cafiero (chitarra), Gianni Daddese (tastiere), Riccardo Roma (batteria) e Gabriele Blandii (tromba).

I biglietti per l’evento in Arena sono disponibili in prevendita su TicketOne.it e nei punti vendita e nelle prevendite abituali (per info www.friendsandpartners.it).

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Claudia Assanti
Nata in Calabria, classe '86. Un diploma di Liceo Scientifico che però mi ha portato ad una laurea in Lingue e Letterature straniere. La musica e la letteratura sono sempre state la colonna portante della mia vita in ogni loro sfumatura. Sognatrice ostinata ma realista al punto giusto.

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