Miracolo a Milano, il film di Vittorio De Sica in versione restaurata

Martedì 17 settembre 2019 a Il Cinemino via Seneca, 6 Milano alle ore 21.15 la proiezione di un classico del neorealismo nell’ambito di Milano Movie Week

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Introducono la serata gli autori del libro Il Cinema racconta Milano

Milano è immersa nella nebbia e nel freddo. È il dicembre 1949 e due signori distinti nei loro cappotti eleganti si aggirano nei prati deserti della periferia di Lambrate-Ortica. Sono Vittorio De Sica e Cesare Zavattini, regista e sceneggiatore de I bambini ci guardano, un film del ’43 guardato con sospetto dal regime fascista (raccontava la fine di un matrimonio, mentre la guerra stava mettendo in ginocchio il paese). La coppia si appresta a realizzare una nuova pellicola tratta dal romanzo Totò il buono scritto nel ’43 dallo stesso Zavattini per Bompiani e uscito a puntate sul settimanale “Tempo”. Lo scrittore, che conosce la città avendoci abitato per diversi anni, guida De Sica in un prato di via Valvassori Peroni  posto tra il terrapieno ferroviario e i campi incolti nei quali i ragazzi giocano a calcio, nel quartiere Città Studi, dove sorge un polo universitario edificato negli anni Venti. È in quest’area che si decide di costruire il villaggio immaginario dei barboni dove si svolgerà buona parte della lavorazione di Miracolo a Milano, una favola surreale che parla di poveri emarginati. Nel febbraio del 1950, quando iniziano le riprese, nel quartiere si sparge la voce della presenza del grande Vittorio e la curiosità di vedere la troupe al lavoro è tanta. Centinaia di persone si accalcano nei pressi del prato, dove è allestito il set. Tutti vogliono vedere il villaggio di cui si favoleggia da tempo. Presto, la lavorazione si sposta in altre zone della città: in piazza della Repubblica, in via Melchiorre Gioia sul naviglio Martesana con Totò (Francesco Golisano), il bambino che, prima di entrare in un orfanotrofio dove uscirà solamente da giovanotto, segue il feretro della sua mamma adottiva Lolotta (Emma Gramatica), che lo ha trovato sotto un cavolo. Altre sequenze vengono realizzate in viale Monza di fronte all’ex cinema ABC, in galleria Vittorio Emanuele, in piazza Scala e soprattutto in piazza del Duomo con la scena finale dei barboni a cavallo delle scope degli spazzini che volano verso il cielo. La stampa cittadina non ignora l’avvenimento e manda i suoi inviati sul set. In piazza Duomo una folla di curiosi assiste  attenta ai numerosi ciak voluti dal regista senza procurare nessun disturbo alla troupe. I milanesi esprimono così il loro affetto per Vittorio De Sica, l’indimenticabile protagonista di Gli uomini che mascalzoni del 1932, l’autista Bruno che insegue in bicicletta la sua innamorata, la commessa Mariuccia (Lia Franca) per le vie di una Milano moderna e in profonda trasformazione, laboriosa e attiva raffigurata dalla Fiera Campionaria, il vanto di una città tra automobili, tram e le prime scritte della cartellonista che anticipano l’imminente invasione della pubblicità di massa. Miracolo a Milano, costato centottanta milioni di lire (il regista impiegherà anni per saldare il debito contratto) con gli effetti speciali affidati a tecnici venuti dagli Stati Uniti, non otterrà incassi soddisfacenti, aggiudicandosi invece la Palma d’Oro al Festival di Cannes 1951 e il premio per il miglior film straniero dei critici di New York. Ci vorrà tempo prima che l’intensità morale e artistica di questa favola intrisa di profonda umanità venisse universalmente riconosciuta, ma non ce ne vorrà altrettanto per i cittadini milanesi, che di generazione in generazione si tramandano l’emozione del film nel quale “i barboni volavano in piazza Duomo”.

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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