Leonard Cohen, “Thanks for the Dance” è l’album postumo

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Fuor di retorica, che la vita di un artista si prolunghi ben oltre la scadenza naturale della sua sua esistenza è affermazione senza tema di smentita. Tutt’altro che rare sono state e sono, infatti, le morti illustri in seguito alle quali sono stati pubblicati volumi e album, o ultimate pellicole, ideati prima che il destino si frapponesse sulla strada della loro piena realizzazione. Leonard Cohen, cantautore e scrittore che ha meritato il proprio posto nell’Olimpo della musica e della letteratura contemporanee, si ascriverà a breve a questo stesso, nutrito gruppo di voci che sopravvivono al tempo: il 22 novembre uscirà infatti, su etichetta Sony Music Entertainment, Thanks for the Dance, album postumo di inediti che vedrà la luce grazie all’impegno e alla passione del figlio Adam e alla collaborazione di illustri amici e colleghi che hanno lavorato con Leonard negli anni.

Una anteprima, rappresentata da The Goal, poema musicato, è disponibile da oggi su YouTube (vedi link più in basso), così come è disponibile il pre-order dell’album a QUESTO indirizzo.

Thanks for the Dance non è, dunque, la classica raccolta commemorativa di B sides e di tracce scartate, di chicche salvate in sessioni di registrazione e di affreschi appena tratteggiati, ma un vero e proprio disco composto da nuove canzoni eccitanti e vitali, reale continuazione del lavoro del Maestro. Sette mesi dopo la morte di suo padre, Adam Cohen si era ritirato nel garage in cortile, vicino alla casa di Leonard, per lavorare di nuovo con il padre e per stare in compagnia della sua voce. Della loro precedente collaborazione in You Want It Darker (quattodicesimo e ultimo album di Cohen, pubblicato il 21 ottobre 2016, solo 17 giorni prima della sua morte, e la cui title track gli valse il primo e unico Grammy da solista della sua carriera) erano rimasti dei bozzetti musicali, a volte poco più delle semplici tracce vocali. Leonard al tempo aveva chiesto a suo figlio di portare a termine questo lavoro, e Adam ha deciso di rispettare la sua volontà.

Essenziale, lo si diceva all’inizio, è stato il contributo apportato da amici e colleghi del Maestro a un album che ha tutti i colori del mondo: il grande musicista spagnolo Javier Mas, che ha accompagnato Leonard sul palco negli ultimi otto anni di tour, è volato da Barcellona a Los Angeles per catturare lo spirito di Leonard e imprimerlo di nuovo nella sua storica chitarra; a Berlino, durante un evento musicale chiamato People Festival, Adam ha invitato amici e colleghi a prestare il loro talento: Damien Rice e Leslie Feist hanno cantato, Richard Reed Parry degli Arcade Fire ha suonato il basso, Bryce Dessner dei The National la chitarra, il compositore Dustin O’Halloran il piano. Hanno partecipato anche il coro berlinese Cantus Domus e l’orchestra s t a r g a z e. A Montreal, poi, è intervenuto il celebre produttore Daniel Lanois, che ha arricchito gli arrangiamenti; il coro Shaar Hashomayim, che ha avuto un ruolo importante nel caratterizzare il sound dell’ultimo album di Leonard Cohen, ha collaborato a un pezzo, e Patrick Watson ne ha co-prodotto un altro.

A Los Angeles, Jennifer Warnes, amica di lunga data di Leonard, ha registrato le secondi voci, mentre Beck ha contribuito alla chitarra e all’arpa ebraica. Michael Chaves, che aveva elegantemente registrato e mixato You Want It Darker, ha curato la registrazione e il missaggio. Grazie a tutto questo, è nato Thanks For The Dance, che riesce misteriosamente a ricreare davvero l’essenza del suono dell’artista: «Nel comporre e arrangiare la musica affinché si adattasse alle sue parole, abbiamo seguito la sua impronta musicale, tenendolo così con noi», racconta Adam Cohen. «Ciò che mi ha davvero commosso è stata la sorpresa di coloro che hanno ascoltato questo album, “Leonard è vivo!” hanno esclamato uno dopo l’altro».

IL VIDEO DI THE GOAL

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LA COVER E LA TRACKLIST

1. Happens to the Heart
2. Moving On
3. The Night of Santiago
4. Thanks for the Dance
5. It’s Torn
6. The Goal
7. Puppets
8. The Hills
9. Listen to the Hummingbird

Per (ri)scoprire storia e note di uno dei più grandi artisti del nostro tempo, vi rimandiamo al sito ufficiale.

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Chiara Rita Persico
Classe ’83, nerd orgogliosa e convinta, sono laureata con lode in ingegneria dei sogni rumorosi ed eccessivi, ma con specializzazione in realismologia e contatto col suolo. Scrivo di spettacolo da sempre, in italiano e in inglese, e da sempre cerco di capirne un po’ di più della vita e i suoi arzigogoli guardandola attraverso il prisma delle creazioni artistiche di chi ha uno straordinario talento nel raccontarla con sincerità, poesia e autentica passione.

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