EFA 2019, il premio onorario Contributo Europeo al Cinema Mondiale a Juliette Binoche

Il riconoscimento di una lunga e straordinaria carriera dell’attrice davanti alla macchina da presa in oltre 60 lungometraggi recitati in lingua francese e inglese

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Tra le sue interpretazioni più celebri Il paziente inglese, Chocolat, Tre colori: Blu

Nata a Parigi il 9 marzo 1964, Juliette Binoche (da piccola chiamata Brioche) comincia a recitare in teatro a 12 anni grazie a sua madre che le inculca la passione per il palcoscenico. Interpreta Cechov e Ionesco, e a 15 anni frequenta il Conservatorio e studia disegno alla Scuola D’Arti decorative, ma il suo desiderio è quello di diventare attrice. Per cinque anni lavora come commessa in un negozio e come modella prima di ottenere nel 1984 una parte in La vie de famille di Jacques Foillon e in Je vous salue, Marie di Jean-Luc Godard. Nel 1985 è la protagonista del film Rendez vous di André Techiné, grande successo al Festival di Cannes. La stampa, entusiasta, la definisce una nuova star paragonandola nientemeno che a Ingrid Bergman. Il suo volto, caratterizzato da alcune spigolosità, le conferisce un fascino ambiguo che spinge molti registi a cercare di averla al loro servizio sul set. Dopo Rosso sangue di Léos Carax, arriva L’insostenibile leggerezza dell’essere (1988) di Philip Kaufman, dove indossa i panni di una donna inquieta, gelosa, passionale. Segue Gli amanti di Point-Neuf (1992), ancora di Carax (con cui condivide una storia sentimentale), che le fa vincere il primo EFA, ed è poi la protagonista di Tre colori: Blu (1993) di Krzysztof Kielowski, Coppa Volpi al Festival di Venezia e premio César in Francia. Nel 1996 per il ruolo di Hana, la giovane infermiera canadese di Il paziente inglese di Anthony Minghella, riceve il secondo EFA, l’Orso d’Argento a Berlino, un Bafta e un Oscar. Nel 2000 è sugli schermi in Chocolat di Lasse Hallström e nel 2010 vince il premio come Migliore attrice a Cannes per Copia Conforme di Abbas Kiarostami. Nel corso della sua incredibile carriera, per ben cinque volte nominata e tre volte vincitrice agli EFA, ha recitato in oltre 60 lungometraggi, sia in francese che in inglese, mainstream e d’essai, e ha lavorato con registi del calibro di Chantal Akerman, Olivier Assayas, John Boorman, Isabel Coixet, David Cronenberg, Claire Denis, Bruno Dumont, Abel Ferrara, Amos Gitaï, Michael Haneke, Hou Hsiao-Hsien, Louis Malle, Jean-Paul Rappeneau. Interprete di una galleria di donne indecifrabili, complesse, tormentate e contraddittorie, Juliette Binoche continua a stupire i suoi fan e i critici per il suo inesauribile talento di vera erede della mitica Catherine Deneuve.

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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