“Balliamo sul mondo”: il musical di Chiara Noschese, fra passione e nostalgia

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Se dovessimo riassumere con una frase il musical Balliamo sul mondo, che debutta domani sera al Teatro Nazionale Che Banca! di Milano, basterebbe prendere in prestito le stesse parole di Luciano Ligabue, citate dalla regista Chiara Noschese: Non è obbligatorio essere eroi”. 

Le storie di questi 13 ragazzi, che si intrecciano, si dividono e si ritrovano, rappresentano ognuna un pezzetto di noi, e un pezzetto di verità sui percorsi personali di vita che ogni individuo fa, soprattutto nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Tutto parte dal Liceo, Capodanno 1990, il momento più entusiasmante ma anche molto delicato per la vita dei protagonisti. La promessa di ritrovarsi 10 anni dopo nello stesso giorno è l’unico modo per rendere meno tragica e dolorosa la consapevolezza che niente dopo quella notte resterà uguale. E nel momento in cui si ritroveranno, con il peso addosso di ferite, rancori, conti in sospeso, non sarà semplice. Tante storie, dicevamo, tanti personaggi che Chiara ha cucito addosso a ogni attore (tutti bravissimi), mettendo in ognuno qualcosa della Chiara di tanti anni fa, e della Chiara che avrebbe voluto essere.

C’è la bella  Valentina (Mariacarmen Iafigliola), sorella di Matteo, che si porta dentro il dolore per la perdita del padre; Nicoletta, bullizzata per il suo aspetto fisico; e ancora, Carmen, «Una ragazza entrata nel ruolo dei grandi fin da subito, mi affascina molto», racconta l’interprete Ilaria De Rosa.

Un personaggio quasi “misterioso” è quello di Fausto: «Non voglio dire molto sul personaggio — racconta l’attore Mario Acampa —, Fausto ricorda che dietro ogni faccia c’è una storia. Ogni personaggio nasconde un percorso, un detto e non detto. Sarà avvincente vederlo».

Il più puro e disincantato è  Gianni, interpretato da Matteo Sala: «Matteo è un ragazzo particolare. Lo descriverei con una sola parola: purezza. Non giudica, vuole solo supportare e dare amore. È il dolce dello spettacolo, un po’ la mascotte».

Non poteva mancare il “bulletto buono”, Antonio, interpretato da Brian Occuni: «Antonio è il batterista degli Orazero, il bulletto buono. Ognuno si immedesimerà nei personaggi».

I fan del Liga sanno che il nome Orazero della band non è affatto casuale, dato che fu il primo gruppo con cui Luciano suonò ed iniziò la sua carriera alla fine degli anni ’80.

Ruolo centrale è quello di Matteo,”il mediano della storia”, come spiega Michele de Paola: «Mi sono ritrovato a 28 anni al periodo del liceo. Ho lavorato sulla spensieratezza, sul materiale umano e artistico».

Per dei ragazzi di 30 anni non è semplice tornare al Liceo, perché si cambia molto in quei 10 anni. Su questo si focalizza Miriam Somma, che interpreta Myriam: «Lei è lontano dal mio modo di essere. Ci ho messo un po’ ad amare questo personaggio, siamo tutte personalità diverse, dei 18enni. La bellezza è riscoprirsi, tornare indietro e cercare dentro di noi l’adolescenza che ci portiamo dietro».

Come ogni gruppo che si rispetti, non può mancare il “Claudio Maioli della situazione”, come scherzano i ragazzi. Questo ruolo spetta a Luigi Fiorenti, ovvero Michele: «Abbiamo trovato sfumature di vissuto. Le battute sono quelle che facciamo normalmente».

Brunella Platania è il punto di riferimento per questi ragazzi, e la sua Bruna è un po’ la mamma di tutti: «Questo musical è spettacolo incredibile che racconta la vita  e i 10 anni che passano sono quelli che si vedono. Sono una madre che non rinuncia al suo essere donna. È una cosa nuova che racconta di noi».

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Un lavoro sicuramente non semplice per Chiara Noschese che, grazie all’aiuto di Luciano alla sceneggiatura e del produttore Luciano Luisi, ha dato una «nuova veste di Luciano e nuovi arrangiamenti. Quando mi sono ascoltata bene le canzoni, la storia è uscita fa sola. I testi di Luciano vanno dritti al cuore. Ritrovi il testo. Luciano è più grande di me, ma dentro è molto più giovane — ha continuato Chiara  —, avevo scritto il primo atto e avevo fatto parlare i protagonisti un po’ pulitino. Quando ci siamo confrontati, lui mi ha detto: “Se dobbiamo far parlare dei ragazzi, è giusto che parlino da ragazzi”. Ed è lì che lui ha dato una grande mano, il suo intervento è stato quasi da dialoghista e mi ha aperto un mondo.

La prima volta che ho conosciuto Luciano ero molto intimorita, perché è una fortissima personalità — ha spiegato la regista —, ma mi rendo conto di avere avuto la fortuna di incontrare una persona, che mi ha aperto la testa su cose che non conoscevo, essendo lui uno sceneggiatore, un autore, un regista, oltre al rocker che è. Mi ritengo fortunata di aver conosciuto un uomo di questa levatura e lo ringrazio per il contributo che ha dato ai dialoghi dello show  e per l’affetto e il sostegno che ci dà. E si sentirà anche la sua voce».

Da un Capodanno all’altro, questi ragazzi, attraverso 20 canzoni storiche di Luciano, si raccontano e raccontano 10 anni di vita. Una storia che, come dicevamo all’inizio, parla non di eroi, ma di persone normali in cui sarà molto facile immedesimarsi. Capodanno non è un momento casuale perché, ci racconta Chiara, «Quando partono i fuochi di Capodanno e facciamo i buoni propositi… ecco, sì, con Voglio volere ci sarà un momento così.  Matteo ha scelto di riunire in un bar i suoi amici per fermare quell’ultimo Capodanno prima della maturità».

Il musical è ambientato negli anni ’90, e questo incide non poco sulla personalità dei protagonisti: «Sono giovani senza la tecnologia. Lo spettacolo parla alla parte dei giovani meno rimbambita. Ho proiettato su di loro tutto quello che non ero io. Ridono e piangono.  L’adolescenza non è solo spensieratezza».

L’assenza di tecnologia, forse, rende questi ragazzi più presenti, più impegnati, più passionali:«Sono giovani degli anni ’90 immersi  in ciò che stavano facendo — conclude Chiara— Credo possa essere d’esempio».

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 Venti i brani di Luciano che ascolteremo durante il musical, così suddivisi fra primo e secondo atto:

Primo atto
Ho messo via
Una vita da mediano
Libera nos a malo
Non è tempo per noi
Le donne lo sanno
Piccola stella senza cielo
Certe donne brillano
Certe Notti
Voglio Volere
Balliamo sul mondo

Secondo Atto
Tu che conosci il cielo
Il giorno di dolore che uno ha
Si viene e si va
Polvere di stelle
L’amore conta
Il meglio deve ancora venire
Niente Paura
Tu sei lei
Tra palco e realtà
Urlando contro il cielo

 Orari spettacolo:

Da mercoledì a venerdì ore 20.45

Sabato doppio spettacolo alle ore 15.30 e alle ore 20.45

Domenica pomeriggio alle ore 15.30

 Info per acquisto biglietti:

https://www.teatronazionale.it/tutti-gli-spettacoli/balliamo-sul-mondo-il-musical e www.ticketone.it
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 Biglietteria Teatro Nazionale CheBanca!

Via Giordano Rota 1 (ex Piazza Piemonte 12) – 20149 Milano

Aperta da martedì a domenica dalle 14.00 alle 19.00

Infoline 02 00640888 (attiva da martedì a sabato dalle 15:00 alle 18:00)

Servizio SMS e WhatsApp 344 1996621

Per gruppi (min. 10 pax): 02 00640835 – 02 00640859 b2b@teatronazionale.it

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