Lidia Vitale (Romolo + Giuly): “Io non ho paura. E vi spiego pure perché…”

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Lidia Vitale. Foto di Azzurra Primavera

Lidia Vitale, romana, volto che non ti dimentichi, è una certezza assodata della nostra cinematografia. Film d’autore o TV generalista, per lei non fa alcuna differenza: basta recitare, e bene. Infondere carattere alle battute del copione. Nobilitare il privilegio della recitazione. Poi tanto sarà sempre il pubblico da casa a giudicare.

Ora l’attende un autunno ricco di uscite televisive, tra fiction storiche e polizieschi, ma noi l’abbiamo contattata in quanto Anna Montacchi, la mamma di Romolo (l’attore Alessandro D’Ambrosi, già in Un medico in famiglia), innamorato a sua volta di Giuly (Beatrice Arnera) in quello sfavillante Shakespeare all’amatriciana che è appunto Romolo + Giuly: la guerra mondiale italiana, la serie tricolore più ambiziosa e politicamente scorretta fin dai tempi dell’inimitabile Boris. Andiamo a scoprirne di più.

Partiamo dalle cose concrete: cosa dobbiamo aspettarci dal tuo personaggio di Anna Montecchi dopo che, nel frattempo, sono andate in onda le prime quattro puntate della seconda stagione di Romolo + Giuly: la guerra mondiale italiana?
Eh, non vi posso svelare granché se no la produzione mi lincia! (ride) Mettiamola così: stavolta Anna avrà un ruolo più ampio e caratterizzato. E, se ben ricordi come terminava la prima stagione, direi che la mamma di Romolo sarà ancora bella tosta e sul piede di guerra…

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Anna ti porta bene come nome da portare in scena, no?
Hai voglia! In Romolo + Giuly sono Anna Montecchi, in Rosy Abate 2 impersono Anna la chiromante, nella terza stagione de I Medici (in onda dal prossimo 12 novembre su Rai Uno, NDR) sarò nuovamente Anna, una senzatetto. Poi, fin dal 2012, porto in scena Solo Anna, il mio monologo teatrale incentrato su Anna Magnani. Chi lo sa, magari stavolta è davvero la volta buona che mi faranno interpretare la Magnani anche sullo schermo. Un’altra Anna. Quella definitiva.

Prima intendevi schermo televisivo o cinematografico?
No comment. Non per tirarmela, ci mancherebbe altro, ma solo per ragioni scaramantiche! (ridacchia) Anche perché sembra che qualcosina stia finalmente iniziando a muoversi oltreoceano…

Perché, a distanza di 46 anni dalla sua morte, non si è ancora riusciti ad arrivare ad un film sulla figura notevole della Magnani?
Perché qua in Italia si punta sempre e comunque alla solita fiction televisiva in prima serata… Fortuna ha voluto che Luca, il figlio di Anna, abbia finora bocciato ogni progetto in tal senso. Facendo benissimo, tra l’altro. Qualcuno di quegli script televisivi è arrivato pure a me e non ti dico che razza di strafalcioni ci ho trovato dentro!

Dimmelo, invece.
Cose clamorose, guarda. Refusi storici, inesattezze palesi, una gran sciatteria. E non mi addentro neanche nella caratterizzazione del personaggio perché lì purtroppo siamo ancora fermi al luogo comune della Magnani popolana e “strillona”: quella dei film più famosi, insomma. Invece nel privato Anna era una donna raffinata e di gran cultura. Te l’ho detto: speriamo che dei produttori statunitensi prendano in mano la cosa. E un progetto serio prima o poi parta…

A Roma arrivano sempre gli americani a fare piazza pulita: guarda il caso della AS Roma, ad esempio. A proposito, tu sei tifosa giallorossa come il 100% di Roma Sud?
E chi è che non ama il Pupone in ‘sta città?

Totti, però, l’estate scorsa ha fatto i bagagli in maniera clamorosa e rumorosa…
E ora me lo troverò pure in veste di collega visto che ha in programma una fiction con sua moglie Ilary! (ride) Francesco a parte, vivevo molto di più la Roma quand’ero ragazzina. A quei tempi mio nonno era talmente tifoso che mi portava fin dentro gli spogliatoi dell’Olimpico a conoscere i giocatori. E poi sono pur sempre cugina dei fratelli Di Chiara: Stefano e Alberto. Li conosci?

E quale appassionato di calcio non li conosce?
Stefano proviene dalla Lazio mentre Alberto si è fatto tutte le giovanili nella Roma: giocava in primavera e, negli anni ’80, ha pure esordito in prima squadra. Mando un caro saluto ad entrambi.

Ti piace la musica? Su Spettakolo la trattiamo ogni singolo giorno.
Sono una capra in quanto a cultura musicale, però diciamo che, in un modo o nell’altro, ho buon gusto! Le mie preferite, quando non ascolto la Classica, restano Florence + The Machine e LP, ossia la cantautrice Laura Pergolizzi. Poi mia figlia è fidanzata con Edoardo Elia, un songwriter pronto a debuttare col suo primo album. Non dovrei dirtelo perché sono la madre e c’ho il conflitto d’interesse, ma Edo è parecchio bravo…

Torniamo un attimo a Romolo + Giuly: la guerra mondiale italiana. La prima stagione è stata tutta un fuoco d’artificio: battute veraci, citazioni nerd o colte in ogni scena, luoghi comuni disarmanti, cazzeggio, montaggio serrato, goliardia, turpiloquio ecc. Pensi che come prodotto televisivo faccia anche riflettere tra una risata e l’altra?
Sinceramente spero che in questa seconda stagione si sia riuscito a fare qualcosina di più a livello di contenuto perché, ti do ragione, molte critiche intelligenti rischiano di andare perse in un simile vortice. Io il mio l’ho fatto e, come si dice a Roma, c’ho messo er core. Anche perché il periodo storico, politica compresa, è quello che è e sarebbe davvero il caso di alzare il tiro…

Chi alza il tiro in questo Paese?
Beh, io nella vita ho avuto la fortuna di lavorare con un grandissimo regista come Marco Tullio Giordana ne La meglio gioventù (Lidia faceva la parte di Giovanna Carati, la sorella/magistrato dei due protagonisti Alessio Boni e Luigi Lo Cascio, NDR); e quello era un film italiano di sei ore che, oltre a piacere ai critici di tutto il mondo, ha pure sbancato il botteghino.

Si tratta di un’opera immensa uscita 16 anni fa…
Sì, ma il suo mite resiste. La Meglio Gioventù fu una pellicola in cui Giordana non si lasciò sfuggire nulla, non cedendo mai a tentazioni “televisive” e restando coerente, fino all’ultimo ciak, alla sua idea autoriale. Sai, c’è sempre una spiegazione dietro al successo. Il successo non nasce mai per caso; e la tenacia artistica, il credere in ciò che si fa, è sempre un buon viatico per arrivarci. Oggi qualcosa in Italia c’è: penso a L’amica geniale o a Mio fratello rincorre i dinosauri. Opere di sostanza che la gente apprezza e premia. Io ripartirei da qui.

E la questione femminista? Qualcuno dice che in Romolo + Giuly spesso si sia varcato il limite…
Siamo sempre lì: le donne possono e devono fare gruppo per ambire al rispetto. Se una va avanti da sola, rischia di trovarsi isolata. Io, da questo punto di vista, ho avuto le mie cose da dire a quelli della produzione (la Fox, NDR) e chissà, forse non lavorerò mai più sul piccolo schermo! (ride) Però almeno una cosa l’ho imparata: se uno non mostra paura nel esporre le sue idee, beh, va a finire che la paura viene agli altri…

Due anni fa, proprio di questi tempi, scoppiava il caso Harvey Weinstein. La tua opinione a posteriori?
Lì c’erano attrici favolose (tra le altre sono finite in prima pagina Gwyneth Paltrow, Cate Blanchett, Uma Thurman, ecc. NDR) a cui si chiedevano favori di letto, ma per farle recitare la prima opzione era sempre che avessero studiato a fondo, se no hai voglia a concederti al tiranno! Negli Stati Uniti non sono ingenui e alla qualità del prodotto finale ci tengono.

Qua da noi invece…
In Italia, invece, tutto il contrario: tu ti concedi a me produttore e io ti faccio lavorare anche se non hai mai sentito nominare l’Actors Studio o il Metodo Strasberg. Ovviamente non sto dicendo che questa sia la regola fissa, ma solo che qui c’è ancora molto da fare per arrivare alla fatidica meritocrazia. La cosa che mi fa rabbia è che questo Paese è pieno di talenti nascosti: basta andarli a cercare. Volere andarli a cercare.

Ultima domanda. Il 12 ottobre prossimo compi gli anni: che cosa ti regali?
Un ruolo da protagonista come mi è successo recentemente in Tulipani – Amore, onore e una bicicletta, il film del premio Oscar olandese Mike Van Diem (nel cast anche Giancarlo Giannini, NDR) . Ma che, scherzi? Ho questo grande desiderio e i desideri sono fatti per essere realizzati. Mica per rimanere tali tutta la vita…

Romolo + Giuly: la guerra mondiale italiana (seconda stagione) va in onda ogni lunedì sera su Fox. La serie ha debuttato lo scorso 16 settembre e proseguirà fino al prossimo 14 ottobre per un totale di dieci episodi. Culto assicurato. Non perdetevela.

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