L’urlo, il cortometraggio scritto e diretto da Francesco Barilli

Domenica 29 settembre 2019 alle ore 20.45 a Terme Berzieri (Salone delle Deste) Salsomaggiore Terme, Parma, la proiezione del film nell’ ambito della sesta edizione di Mangiacinema

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Saranno presenti il regista e l’attore protagonista Luca Magri

In un futuro distopico, in cui sono inibite e vietate le emozioni di ogni genere, Paolo Caren legge libri di poesia, sente musica e si innamora. La polizia di Stato, per la salvaguardia del popolo si mette sulle sue tracce. Caren viene spiato, seguito e arrestato. È questa la trama de L’urlo, il remake dell’omonimo film del 1966 diretto da Camillo Bazzoni, prodotto e fotografato da Vittorio Storaro, interpretato da Francesco Barilli. A distanza di cinquant’anni Barilli, attore protagonista dell’originale, si sposta alla regia e il suo ruolo è oggi interpretato dall’attore e regista Luca Magri (Il solitario, La casa nel vento dei morti, Il vincente). Le riprese si sono svolte, come nel ‘66, nei territori di Parma e provincia, ma utilizzando quella parte architettonica della città più futuristica e allo stesso tempo meno conosciuta. Il progetto e la storia della pellicola originale partono nel 1965 quando tre giovani cineasti, Bazzoni, Storaro e Barilli, reduci dal set di Prima della rivoluzione del 1964 di Bernardo Bertolucci (Barilli era il protagonista, Storaro e Bazzoni vi avevano lavorato come operatori di ripresa), scrissero un soggetto di fantascienza e, con un budget irrisorio, girarono un piccolo film tra Parma, Roma e Salsomaggiore Terme, senza immaginare che sarebbe stato destinato a divenire un cult. Nel 1966 L’urlo debuttò al festival di Cannes godendo di un ragguardevole successo, lanciando la carriera di Bazzoni, di Barilli e facendo scoprire al pubblico la straordinaria capacità visiva di Storaro, diventato uno tra i più grandi esponenti della cinematografia mondiale. Nel 1967, lo stesso Storaro al suo primo lavoro importante come direttore della fotografia, ricevette un attestato speciale per la migliore fotografia in bianco e nero dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici ai Nastri d’Argento. Mezzo secolo dopo, uno degli autori dell’opera originale e straordinario protagonista del corto, Francesco Barilli, ha un’idea che intende fortemente realizzare: rifare il film aggiornandolo ai nostri tempi e alla nostra tecnologia, nella sfida di riuscire a trasformarlo in qualcosa di fortemente attuale sia artisticamente sia a livello produttivo.  La proiezione della pellicola sarà preceduta dall’incontro Dopo la rivoluzione condotto da Filiberto Molossi, vicecaporedattore della Gazzetta di Parma. Seguirà, in collaborazione con CSC–Cineteca Nazionale, la visione di Prima della rivoluzione (1964), opera seconda di Bernardo Bertolucci. Un film di rottura fondamentale  per la storia del nostro cinema  interpretato nel principale ruolo femminile da Adriana Asti, all’epoca compagna del regista.

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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