Aquile randagie, un film di Gianni Aureli

Dal 30 settembre al 2 ottobre 2019 in 200 sale italiane la pellicola applaudita al Festival di Giffoni e dedicata allo scoutismo nella Resistenza antifascista

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L’avventura di ragazzi che salvarono la vita a centinaia di perseguitati dal nazismo

Nella Milano del 1928, in pieno ventennio fascista, un gruppo di ragazzi guidati da Andrea Ghetti, detto Baden, decide di ribellarsi alla soppressione voluta dal regime delle associazioni giovanili, tra le quali quella degli scout italiani (la legge fascistissima n.5 del 9 gennaio 1927 decreta lo scioglimento dei reparti scout che saranno definitivamente messi al bando il 28 aprile 1928). Con l’amico Cesare Uccellini, detto Kelly, responsabile del gruppo Milano 2, Baden decide di ribellarsi a questo sopruso “resistendo un giorno in più del fascismo”. Questi ragazzi, facendosi beffe del regime, passano il sabato e la domenica in Brianza allestendo campi scout tra le boschi e le montagne. Le camicie nere, però, vigilano, e un giorno Kelly viene aggredito e pestato al punto da perdere l’uso di un orecchio. Dopo l’8 settembre 1943, le Aquile randagie (così hanno deciso di chiamarsi) appoggiano la Resistenza aiutando molti ricercati, ebrei, politici democratici, militari alleati e tutti coloro che cercano di sfuggire alle persecuzioni, a emigrare in Svizzera. La loro azione antifascista, incentrata sulla non violenza, non sarà però priva di rischi, e i ragazzi metteranno a repentaglio la vita allo stesso modo di coloro che invece  lottano con le armi in pugno. Dopo aver salvato duemila persone, le Aquile randagie continueranno la loro battaglia per la giustizia consegnando agli Alleati tedeschi e italiani autori di violenze ricercati dai partigiani per essere giustiziati. Diretto da Gianni Aureli e interpretato, tra gli altri, da Teo Guarini, Alessandro Intini, Romeo Tofani, Ralph Palka, Anna Malvaso, il film, girato nella Pavia storica utilizzata per ricostruire la Milano d’epoca, racconta un aspetto inedito della storia dello Scoutismo e della nostra Resistenza con l’intento di parlare ai giovani d’oggi, a quelli che vogliono credere in un valore insostituibile: la partecipazione sociale e politica, strumento necessario a costruire un mondo migliore.

Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente collabora a Diari di Cineclub, Grey Panthers, il Migliorista, Riquadro.com, pagina facebook Sncci Lombardia. Ha pubblicato nel 2021 per Aiep Editore “L’altra metà del pianeta cinema-100 donne sul grande schermo”, nel 2022 per Haze Auditorium Edizioni “Cinemiracolo a Milano. Cineclub, cinema d’essai e circoli del cinema dalla Liberazione a oggi” e nel 2026 per Algra Editore “Le grandi dinastie cinematografiche – Il cinema di padre in figlio”.

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