Spesso, per definire una band o un artista, usiamo il termine evergreen, con il quale vogliamo far emergere la capacità di saper trascendere dalle dirette generazioni in cui questi hanno avuto successo. Bruce Springsteen, i Rolling Stones, Bob Dylan sono solo alcuni esempi. Però ci sono determinati artisti per i quali questo termine sembra essere addirittura riduttivo.
Prendiamo il caso dei Beatles: nel pieno dei festeggiamenti del cinquantennale di Abbey Road Spotify ha pubblicato delle statistiche sulla band inglese. Se può non stupire che i brani del gruppo, nel solo 2019, siano stati riprodotti ben 1,7 miliardi di volte, sorprende che «la fascia demografica che li ascolta maggiormente è quella 18-24 e rappresenta oltre il 30% di tutti gli stream dei Beatles nel mondo dal primo gennaio… questa fascia di età è circa due generazioni dietro al pubblico principale dei Beatles quando la band era all’apice del proprio successo».
Ma non solo, i Beatles sono il 93esimo artista più popolare su Spotify (con 20,6 milioni di ascoltatori mensili) e, alla fine del mese di giugno, corrispondevano a circa l’8,9% della base di utenti globale della piattaforma.
Possiamo dire che c’è ancora speranza nel futuro?






































