Lou von Salomé

Biografia della musa di Rilke, Nietzsche e Freud

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Lou von Salomé
di Cordula Kablitz-Post
con Nicole Heesters, Katharina Lorenz, Liv Lisa Fries
Voto: legnoso

La biografia parte dalla fine, quando i nazisti cominciano a bruciare i libri degli intellettuali sgraditi e un germanista coraggioso va a casa di Lou Von Salomé e l’aiuta a scrivere la storia della sua vita, perché lei ha gli occhi stremati da troppi libri. E se ne innamora. L’amore è una costante: ogni uomo che incappa in Louise, poi Lou, a qualsiasi età se ne innamora. Dal pastore protestante dalle mani lunghe, al femmineo poeta Rilke, a Paul Rée e Nietzsche (Rée definito da Nietzsche molliccio, Nietzsche succube della sorella) che le propongono un matrimonio a tre neanche fossero in Jules e Jim (e finiscono nella famosa foto dei due che come somari tirano il carrettino mentre Lou li frusta…), a vari altri uomini famosi e famosissimi che la desiderano, uno che la sposa ma non l’avrà mai, altri che l’avranno e forse non hanno niente. La ragazza voleva soprattutto studiare, in lotta continua con la madre che la voleva chioccia e casalinga e i maschi che la volevano catturare: filosofa e femminista arriverà a conoscere tutta l’intellighenzia d’Europa e a turbare Freud: sarà psicoanalista, e lascerà studi importanti sul narcisimo positivo. Una biografia (narcisista positiva?) molto tedesca negli snodi,  simile a un giudizioso ma a volte  buffo museo delle cere degli intellettuali tra ottocento e novecento. Più simpatico che memorabile

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