Claudio Trotta: «Nel futuro San Siro deve continuare a esserci anche la musica»

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Claudio Trotta
©Riccardo Medana

Uno degli argomenti “caldi” in questo periodo è senz’altro il futuro dello stadio di San Siro: c’è chi sostiene che sia obsoleto e propone di abbatterlo e farne uno nuovo di zecca, creando una sorta di cittadella con tanto di centro commerciale. Altri invece sono convinti che sarebbe meglio intervenire sulla struttura esistente, conservando quello che da molti è considerato un autentico monumento.

Giustamente si parla si parla di San Siro come di un tempio dello sport, specificamente del calcio, essendo la casa di Milan e Inter. Ma così facendo si dimentica che questo stadio è un punto di riferimento anche per la grande musica: lì Vasco Rossi si è esibito per ben 29 volte, Ligabue 12, Bruce Springsteen 7, Jovanotti e Tiziano Ferro 5 (Tiziano ci tornerà anche nel 2020). Per non citare, tra gli altri, Bob Dylan, David Bowie, Michael Jackson, Rolling Stones, U2, Madonna, Depeche Mode, Pearl Jam, Coldplay, Muse. E quel mitico concerto di Bob Marley.

Claudio Trotta
©Riccardo Medana

Insomma, tempio del calcio, ma anche della musica, tappa prestigiosa per i tour mondiali. Per questo stranisce un po’ l’apparente distacco con cui la vicenda viene seguita dai promoter di concerti. Con una sola eccezione: Claudio Trotta, fondatore di Barley Arts e presidente dell’associazione Slow Music.

Dopo aver scritto una lettera aperta al sindaco Beppe Sala, si è presentato nell’apposita commissione istituita dal Comune di Milano per dire la sua. Poi ha rilasciato un’intervista a Tuttosport nella quale, tra l’altro, dice: «Il tema centrale della questione non credo sia salvare a tutti i costi San Siro dalla demolizione, piuttosto capire meglio, se dovesse passare quella logica, se il Comune di Milano e le squadre vogliano continuare a concepire San Siro come struttura per lo spettacolo o se debba diventare soltanto la casa di Inter e Milan, il che sarebbe atipico per una struttura pubblica che ha anche un ruolo sociale. Nelle 43 pagine del progetto e nei due rendering mostrati mi sembra prevalere un aspetto squisitamente commerciale, il che dovrebbe essere oggetto di riflessione, anche perché con 12.500 posti premium è difficile che i biglietti non salgano di prezzo. Per quanto riguarda i concerti, non vedo grandi accorgimenti per far sì che il prato sia utilizzato in altro modo rispetto al giocare a calcio: il fatto che questo venga interrato rappresenta poi un grande problema per il deflusso degli spettatori e quindi per la capienza. Inoltre non capisco perché non si sia immaginato di fare uno stadio coperto per far sì che venga utilizzato 365 giorni all’anno anche per altri eventi».

Ma Trotta, visionario com’è, va oltre, sostenendo che «pensare di tenere in vita lo stadio anche senza calcio sarebbe assolutamente sostenibile economicamente. Una città come Milano si meriterebbe una struttura anche solo per il mondo dell’entertainment, sempre che non si stipulino accordi in esclusiva con nessuno. In una struttura simile si potrebbero ospitare il Cirque du Soleil, show motoristici e grandi family show».

Nell’intervista a Tuttosport, Claudio Trotta sostiene anche che «Se qualcuno pensa che l’ippodromo, l’area Expo e la struttura che verrà costruita a Santa Giulia possano sostituire il Meazza, pensa male. Perché lo stadio, dal punto di vista dello spettacolo, è un pezzo nodale per tutta la Nazione».

Claudio Trotta

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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino) e "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi". Ultimo libro uscito: "Massimo Riva vive!", scritto con Claudia Riva.

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