“Una serata di Stelle per il Bambino Gesù”, tutti gli ospiti

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L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, polo internazionale per la terapia e la ricerca nell’ambito delle patologie che colpiscono i più piccoli, compie 150 anni, e per celebrare questo prestigioso traguardo tanti volti del mondo dello spettacolo, della musica e dello sport parteciperanno, il prossimo 20 novembre a Roma, a Una serata di Stelle per il Bambino Gesù, evento finalizzato a raccogliere fondi per un nuovo, ambizioso progetto dell’Istituto. Amadeus, che condurrà la serata, ha annunciato ufficialmente i nomi dei protagonisti: «Francesco Renga, Alessandra Amoroso, Giovanni Allevi, Renzo Arbore, Mahmood, Benji & Fede, Bianca Atzei, Giovanni Caccamo, Red Canzian, Clementino, Elodie, The Kolors, Irama, Noemi, Fabio Rovazzi, J-Ax, Loredana Bertè, Ornella Vanoni: il 20 novembre un cast musicale pazzesco, con tanti nomi anche del cinema e dello sport, sarà con me a Roma per l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù», ha dichiarato il presentatore e direttore artistico del prossimo Festival di Sanremo ai microfoni di RTL 102.5, e hai poi aggiunto: «(Il Bambino Gesù è) un ospedale all’avanguardia nel mondo dove ho trascorso alcune giornate con medici e personale, un luogo meraviglioso che mette tutti in condizione, soprattutto i bambini, di avere una situazione ‘familiare’ in un momento difficile come quello della malattia. In questo sono bravissimi, oltre ad essere all’avanguardia dal punto di vista sanitario. Lo scopo della serata sarà nobilissimo, perché la ricerca e la cura dei tumori e dei trapianti vanno potenziati e mettendoci insieme si potrà raggiungere l’obiettivo».

Ci saranno anche Alessandro Florenzi e Ciro Immobile, campioni della Nazionale di calcio e, rispettivamente, di AS Roma e SS Lazio. L’evento si terrà nella splendida Aula Paolo VI della Città del Vaticano: un appuntamento imperdibile che coinvolgerà anche tutta la comunità del polo ospedaliero, e che vedrà i protagonisti alternarsi tra performance musicali e racconti di esperienze realmente vissute. Un viaggio emozionante e autentico nelle corsie della struttura sanitaria, che quotidianamente sono teatro di battaglie contro la malattia, ma anche palcoscenici sui quali vanno in scena amore, speranza e determinazione.

I biglietti per partecipare a Una serata di Stelle per il Bambino Gesù sono già disponibili sui canali Vivaticket a partire da 60 euro. I proventi, come si diceva, saranno impiegati nella realizzazione dell’Istituto dei tumori e dei trapianti dell’Ospedale Bambino Gesù: il pubblico in sala avrà così la possibilità non solo di assistere a uno spettacolo unico, ma anche di farsi parte diligente nella nascita di una struttura specificamente dedicata alle cure di bambini affetti da leucemie, linfomi e tumori, e ai trapianti di organi e di cellule staminali emopoietiche. Il progetto prevede di ottenere nuovi spazi adeguati alle crescenti richieste di presa in carico per ottimizzare le cure dei bambini con patologie croniche complesse che coinvolgono l’intero nucleo familiare.

È già attivo, a questo scopo, il numero solidale 45535, che permette di donare 2 euro da mobile e 5 o 10 euro da telefono fisso, promosso anche grazie al supporto di SIAE, di RTL 102.5, radio partner ufficiale dell’evento, Il Messaggero e Corriere dello Sport e delle squadre di calcio della Capitale.

E, in attesa del 20 novembre, è già possibile entrare nella realtà dell’Ospedale attraverso le pagine social ufficiali del Bambino Gesù. Ogni settimana, infatti, lo stesso Amadeus conduce il pubblico dentro la vita dell’Ospedale e presenta alcuni dei protagonisti della struttura: professionisti, medici, pazienti, impiegati, raccontandone la storia e ascoltando le loro voci.

L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù è il primo ospedale pediatrico italiano istituito nel 1869 grazie alla famiglia Salviati che, nel 1924, lo ha donato a Papa Pio XI. Da quel momento tutti i Pontefici che si sono succeduti ne hanno promosso le attività a tutela della salute dei bambini e per tutti il Bambino Gesù è diventato “l’Ospedale del Papa”. L’Ospedale ha continuato la sua crescita progressiva fino a raggiungere i 607 posti letto di oggi, e un livello di eccellenza nella qualità e nella complessità delle cure per il quale viene identificato come punto di riferimento a livello internazionale per la salute dei bambini e dei ragazzi.

Le cure di bambini e adolescenti con patologie complesse richiedono la presa in carico dell’intero nucleo familiare, e devono consentire loro di svolgere tutte le attività cui hanno diritto secondo la propria fase di sviluppo, incluso il gioco, lo studio e i contatti con familiari e amici. Gli spazi attuali del Bambino Gesù costituiscono un limite oggettivo alla possibilità di accoglienza e gestione dei pazienti più fragili, il cui numero continua ad aumentare sia per il richiamo esercitato dall’Ospedale della Santa Sede, sia per i progressi delle cure e quindi della sopravvivenza.

Il progetto di implementare l’Istituto pediatrico dei tumori e dei trapianti consentirà di dedicare spazi adeguati ai reparti di degenza ordinaria e diurna, inclusa l’area intensiva, le sale operatorie, i servizi diagnostici con dotazione di apparecchiature di ultima generazione, i percorsi in urgenza, la preparazione dei farmaci, la ricerca, la formazione, le famiglie, il gioco e lo studio. L’Istituto pediatrico dei tumori e dei trapianti sarà dedicato alle cure dei bambini e degli adolescenti con leucemie, linfomi, tumori di organi solidi, malattie ematologiche non neoplastiche e ai trapianti di cellule staminali emopoietiche e di organi solidi.

Le principali linee di sviluppo del progetto riguardano la cura dei tumori (con lo sviluppo e consolidamento della terapia cellulare e genica CAR-T, con approccio alle cure attraverso la medicina di precisione), i trapianti (con percorsi integrati medico-chirurgici per i trapianti di organi solidi, percorsi dedicati agli adolescenti e giovani adulti, rigenerazione polmonare), lo sviluppo della medicina di precisione, la terapia genica delle emoglobinopatie o di altre malattie costituzionali rare, i centri per trials clinici, la ricerca traslazionale e la formazione nazionale e internazionale.

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