Ringo Starr torna con “What’s My Name” e tanta voglia di “Peace & Love”

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What’s My Name
di Ringo Starr
Voto: 6,5

Ringo Starr torna con un nuovo disco, What’s My Name, che uscirà domani per Universal. Ventesimo album di una lunga carriera solista (ammettiamolo, con alti e bassi), What’s My Name è solo l’ultimo di una lunga serie di lavori composti interamente nella sua casa/studio di Los Angeles.

Per Ringo infatti, registrare nella casa di Beverly Hills (conosciuta con il nome di Roccabella West) è diventato un vero e proprio stile di vita. «Non ho più voglia di stare in uno studio di registrazione ‘vecchio stile’, davvero – spiega – Ne ho abbastanza delle grandi vetrate e di quella ‘separazione’. Siamo tutti insieme lì, chiunque io inviti. È un club, il più piccolo della città. E amo questa cosa, essere a casa, poter dire ciao a Barb, fa bene a me e alla musica». E anche in questo caso le collaborazioni si sprecano: Paul McCartney, Joe Walsh, Edgar Winter, Dave Stewart, Benmont Tench, Steve Lukather, Nathan East, Colin Hay, Richard Page, Warren Ham, Windy Wagner e Kari Kimmel sono solo alcuni degli illustri partecipanti alle registrazioni.

What’s My Name è un disco in pieno “stile Ringo Starr”, nel quale ritroviamo diversi generi musicali, dal ritmo funky del brano di apertura “Gotta Get Up To Get Down”, scritta e cantata con l’amico di sempre (nonchè cognato) Joe Walsh, al rock’n’roll della title track “What’s My Name”, arrivando addirittura a sperimentare l’autotune in “Money (That’s What I want)”, brano che i fan dei Beatles conoscono bene, perchè già suonato da Ringo Starr nel 1963 in “With The Beatles”, secondo LP della band di Liverpool.

Il pezzo più emozionante dell’album è sicuramente “Grow Old With Me”, cover del suo caro compagno John Lennon: Ringo vive ancora il sogno di invecchiare con la sua Barbara, proprio come John immaginava di invecchiare con Yoko quando ha scritto questo pezzo qualche anno prima della sua morte. Tra l’altro nei credits compare al basso e ai cori un certo Paul McCartney (e basta questo mix esplosivo per voler correre subito ad ascoltare la canzone). Va detto però che a differenza del brano di Lennon, in questo caso il lavoro di produzione è maggiore e ciò toglie quella “purezza” e sincerità che aveva il pezzo originale, ma rimane comunque quell’aura magica che si crea ogni volta che un beatle omaggia uno dei partner scomparsi.

Seppure alcuni brani possano sembrare dei b-side (“Magic” o “Better Days”), quello che rende gradevole l’ascolto del disco è il filo comune che lega tutto l’album: non manca mai quell’inguaribile spirito ottimista che ha sempre caratterizzato la musica di Ringo Starr. Simbolo di questo mood è la godevolissima “Thank God For Music”, rock ballad molto allegra che ripercorre la storia musicale di Ringo, così come “Send Love Spread Peace”, manifesto del tanto amato peace and love.

What’s My Name è un disco leggero, con pochi fronzoli, ma estremamente piacevole. Un album realizzato da un quasi ottantenne (non dimentichiamolo) che ha ancora voglia di dare tanto al mondo della musica, sempre con pace e amore.

What’s My Name – La Tracklist:
1. Gotta Get Up To Get Down
2. It’s Not Love That You Want
3. Grow Old With Me
4. Magic
5. Money (That’s What I want)
6. Better Days
7. Life Is Good
8. Thank God For Music
9. Send Love Spread Peace
10. What’s My Name

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Mattia Luconi
Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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