Nell’ambito della rassegna Soggettiva Baldessari
Nel settembre 1940 lo scrittore Raymond Chandler termina la stesura del suo romanzo Farewell, my lovely che esce il 1° ottobre 1940 in 7500 copie a 2 dollari l’una. Le vendite inizialmente sono deludenti e anche le recensioni della stampa americana e britannica non sono entusiastiche, ma nel 1941 la RKO compra i diritti del libro per 2000 dollari e la regia del film a cui verrà dato il titolo di Murder, my sweet (in italiano uscirà invece come L’ombra del passato), è affidata nel 1944 a Edward Dmytryk. Quando la pellicola esce nelle sale americane, il pubblico rimarrà disorientato per via del protagonista, l’ottimo Dick Powell, attore però conosciuto soprattutto come un brillante interprete di spumeggianti commedie. Edward Dmytrk fortunatamente è un regista coi fiocchi e sa scegliere bene i suoi collaboratori: Harry J. Wild, autore di un bellissimo bianco e nero, Vernon L. Walzer e Douglas Trower , per gli effetti speciali, e John Paxon, un grande sceneggiatore che riesce a rendere in modo mirabile un intreccio complicato trasformandolo in dialoghi efficaci e in scene d’azione. La storia ruota intorno al gigantesco Moose Malloy appena uscito di galera dopo otto anni. Malloy incarica l’ investigatore privato Philip Marlowe di rintracciare Velma, la donna da lui amata appassionatamente e di cui non sa più niente da molto tempo. I due uomini si recano in un locale, il Floriana, dove prima lei lavorava, ma inutilmente. Di Velma nessuna traccia. Nel frattempo, il detective è anche assoldato da un tale Lindsay Marriott, un uomo d’aspetto ambiguo che vuole recuperare una preziosa collana di giada.Le due indagini iniranno per incrociarsi e il nostro private eye dovrà subire di tutto: picchiato, drogato e minacciato, ma non intimorito perché Marlowe continuerà tenacemente a inseguire la verità. Il ruolo dell’ambigua donna dalla doppia identità è affidato alla bravissima Claire Trevor, una classica dark lady, il tipico stereotipo della letteratura e del cinema di quel periodo. Il personaggio di Marlowe, “l’occhio privato” da venticinque dollari al giorno più le spese, amatissimo in tutto il mondo, sarà interpretato tra gli altri anche da Humphrey Bogart in Il grande sonno, dal magnifico Robert Mitchum in Marlowe, poliziotto privato, 1975 di Dick Richard e Marlowe indaga, 1978 di Michael Winner, e dall’anticonformista Elliott Gould in Il lungo addio, 1973 di Robert Altman.







































