L’ombra del passato, 1944, un film di Edward Dmytryk

Venerdì 1° novembre 2019 alle ore 19.00 alla Fondazione Prada Milano Largo Isarco un classico noir tratto dal romanzo di Raymond Chandler

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Nell’ambito della rassegna Soggettiva Baldessari

Nel settembre 1940 lo scrittore Raymond Chandler termina la stesura del suo romanzo Farewell, my lovely che esce il 1° ottobre 1940 in 7500 copie  a 2 dollari l’una. Le vendite inizialmente sono deludenti e anche le recensioni della stampa americana e britannica non sono  entusiastiche, ma  nel 1941  la RKO compra i diritti del libro per 2000 dollari e la regia del film a cui verrà dato il titolo di Murder, my  sweet (in italiano uscirà invece come L’ombra del passato), è affidata nel 1944 a Edward  Dmytryk. Quando la pellicola esce nelle sale americane, il pubblico rimarrà disorientato per via del protagonista, l’ottimo Dick Powell, attore però conosciuto   soprattutto come un brillante  interprete   di spumeggianti  commedie. Edward Dmytrk fortunatamente è un regista coi fiocchi  e  sa scegliere bene i suoi collaboratori: Harry J.  Wild,  autore di un bellissimo bianco e nero, Vernon  L. Walzer e Douglas  Trower , per gli effetti speciali, e John Paxon, un grande sceneggiatore che  riesce a rendere in modo mirabile un intreccio complicato trasformandolo in dialoghi efficaci e in scene d’azione. La storia ruota intorno al gigantesco Moose Malloy appena uscito di galera dopo otto anni. Malloy incarica l’ investigatore privato Philip Marlowe di rintracciare Velma, la donna da lui amata appassionatamente e di cui non sa più niente da molto tempo. I due uomini si recano in un locale, il Floriana, dove prima lei lavorava, ma inutilmente. Di Velma nessuna traccia. Nel frattempo, il detective è anche assoldato da un tale  Lindsay  Marriott, un uomo  d’aspetto  ambiguo che vuole recuperare una preziosa collana di giada.Le due indagini iniranno per  incrociarsi e il nostro private eye dovrà subire di tutto: picchiato, drogato  e  minacciato, ma non intimorito perché Marlowe continuerà tenacemente a inseguire la verità. Il ruolo dell’ambigua donna dalla doppia identità è affidato alla bravissima Claire Trevor, una classica dark lady, il tipico stereotipo della letteratura e del cinema di quel periodo. Il personaggio di Marlowe, “l’occhio privato” da venticinque dollari al giorno più le spese, amatissimo in tutto il mondo, sarà interpretato tra gli altri anche da Humphrey Bogart in Il grande sonno, dal magnifico Robert Mitchum in Marlowe, poliziotto privato, 1975 di Dick Richard e Marlowe indaga, 1978 di Michael Winner, e dall’anticonformista  Elliott Gould in Il lungo addio, 1973 di Robert Altman.

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Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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