Il sound dell’autunno 2019? Canzoni vecchie con dentro canzoni nuove… e poche hit

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Il sound di quest’autunno 2019 non è facile da definire, sia per chi balla di notte nei locali, sia per chi semplicemente ascolta alla radio o in streaming la musica che gira intorno. Le tendenze sonore si sovrappongono creando mix a volte divertenti, a volte semplicemente sonnolenti, visto che i BPM, ovvero i ritmi, si sono decisamente abbassati rispetto agli anni ’90 o ai primi anni 2000.

Una cosa però è sicura: i grandi successi latitano, in ogni genere musicale.

È forse l’effetto “reggaeton / urban / tropical house” che, dopo la sbornia EDM, sembra aver preso possesso delle produzioni di tutti o quasi i dj che contano. In effetti, la tendenza prevalente l’ha ben definita Linus su Radio Deejay, che spesso annuncia i singoli del momento come “canzoni vecchie dentro canzoni nuove“, o viceversa.

Tranne poche eccezioni, poi, il modo di produrre musica pop dell’industria è proprio preso pari pari dal ‘metodo’ con cui lavorano i dj, che spesso rubacchiano di qua e di là con un unico fine: far scatenare la pista: Liar della popstar Camilla Cabello è una cover/non cover di All that She Wants degli Ace of Base (1992). Per fortuna c’è anche chi fa qualcosa di più creativo: Achille Lauro in 1990 parte dall’energia di Be My Lover dei La Bouche per trasformarla in un brano malinconico, pessimista, decisamente dark… Certo, l’armonia di 1990 è fin troppo simile a quella di C’Est la Vie, canzone di qualche mese fa, ma non si può chiedere troppo lavoro sulla sostanza armonica alle star musicali di questo millennio.

Il nuovo singolo dei Black Eyed Peas con J Balvin mette insieme l’talianissima The Rhytm of the Night di Corona (produzione a cura del toscano Checco Bontempi) a un ritmo essenziale, ipnotico a metà tra reggaeton ed elettronica da ballo. E che fa invece il norvegese Kygo? Sbanca almeno alla radio con una cover di Higher Love di Steve Winwood interpretata dalla voce unica della compianta Whitney Houston. In questo caso la forza dell’originale resta lontana, ma il risultato, vista l’interprete, non può che essere piacevole.

Anche i dj italiani, quelli che davvero fanno ballare l’Italia e il mondo, puntano sempre più spesso su cover e rifacimenti. Il marchigiano Samuele Sartini a fine novembre 2019 pubblica su Nervous Records, importante label newyorkese, una nuova versione di You’re No Good For Me, classico fine anni ’80 di Kelly Charles, che aveva già re – interpretato in passato in chiave house. Da vero dj, Sartini ha pure realizzato un re- touch di uno dei brani pop più belli di questo periodo, Circles di Post Malone: è una scelta necessaria, visto che la versione originale di ritmo da disco ne ha poco… il risultato è che la nuova versione di questo brano viene programmata da decine e decine di radio, oltre che da altrettanti dj.

Anche il dj producer romagnolo Mitch B. (nella foto) in questo periodo, sta pubblicando diverse cover: è appena uscita Mitch B. x Zen x Damon Grey x Havarow x Abigail – On The Radio. Il brano è classico di Donna Summer. Sulla etichetta italiana Yuppies Records è invece uscita Meters Follow feat. Max The Voice The Papa, un altro brano pieno di funk, house & soul che riecheggia un altro evergreen, Papa was a Rolling Stone dei Temptations.

Si potrebbe continuare all’infinito perché le cover pop dance che fanno ballare o divertire il mondo in questo periodo sono tante. Tutte hanno la loro dignità, sia chiaro, se fanno star bene e contemporaneamente. Tra i veri successi, ovvero i brani che davvero rappresenteranno l’estate 2019 tra qualche tempo è però difficile includere Joys di Roberto Surace, pur acclamata come hit assoluta da troppi addetti ai lavori.  Pubblicata dalla storica label house Defected, è soltanto un treno house ‘da pista’ vecchio stile, con un groove ipnotico a cui viene una parte vocale presa da The Finest della S.O.S. Band. Il risultato è piacevole sul dancefloor, non memorabile altrove.

Nell’ambito della musica techno, il fenomeno delle cover e dei retouch è meno diffuso. Accade perché è musica quasi sempre strumentale, in cui sono ritmo, sonorità e armonie a contare più della melodia, ovvero la sostanza ciò che la povera SIAE può tutelare. I dj producer techno non hanno bisogno di fare cover, ma non brillano certo per originalità. Anzi. Invece che realizzare musica davvero nuova, spesso mettono insieme sample (registrazioni musicali) e groove (ritmi) creati da altri, senza aggiungere niente a ciò che è stato pre – creato da chi crea software musicali. Il risultato è che in quest’ambito musicale i super dj come Marco Carola, Joseph Capriati, Amelie Lens (il 9 novembre al Bolgia di Bergamo) etc,  troppo spesso sono più conosciuti della loro musica. La loro immagine, la loro notorietà, nasce ovviamente da motivi musicali, ma troppo spesso la loro originalità non fa scuola negli studi dei tanti, spesso solo presunti, nuovi talenti.

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Giornalista & comunicatore (o viceversa), Lorenzo Tiezzi sta online più o meno tutto il giorno. Il sito della sua agenzia è www.lorenzotiezzi.it, il suo clubbing blog AllaDiscoteca.com. All'attività di comunicatore affianca quella di giornalista freelance. Scrive di tendenze, musica, nightlife, ovvero, riassumendo all’osso, di amenità. Fiorentino, classe ‘72, si è laureato in Dams Musica nel 1996. Prima di dedicarsi a giornalismo e comunicazione ha lavorato in tv come coautore e curatore (Tmc2, Mtv) e in teatro come direttore di palco. Appassionato di arte, vino e sport, nel novembre 2013 ha corso la sua prima maratona e punta tutto su un tempo improbabile (3h e 30’’).

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