Nell’ambito della rassegna Cinema Bianchini
In un teatro nel quale si svolge una riunione di parapsicologi e occultisti, Helga (Macha Méril), una medium che sta intervenendo nel dibattito, percepisce una presenza terribile e crudele in sala cadendo in uno stato confusionale di terrore. La donna il giorno dopo è uccisa barbaramente nel suo appartamento da una persona che cerca di scovare nei suoi appunti qualcosa di compromettente (Helga aveva indicato una villa misteriosa e una canzone per bambini inquietante e sinistra). Al delitto assistono dalla strada Mark David (David Hemmings), un pianista insegnante di jazz, e il suo amico Carlo (Gabriele Lavia). A quel punto sulle tracce del responsabile dell’efferato omicidio si mette sia la polizia che lo stesso Mark aiutato dalla giornalista d’assalto Gianna Brezzi (Daria Nicolodi, all’epoca compagna di Dario Argento). Ben presto il musicista, che è riuscito a rintracciare una villa nella quale molti anni prima si era consumato un delitto agghiacciante, si trova nel mirino di Marta (Clara Calamai), una donna psicopatica che tenta di ucciderlo. Considerato uno dei più bei film del regista romano, Profondo rosso è caratterizzato da un montaggio straordinario e originale cui si aggiunge una colonna sonora da brivido composta da Giorgio Gaslini con le musiche eseguite dai Goblin. Geniale la sceneggiatura scritta da Bernardino Zapponi, gli effetti speciali di Carlo Rambaldi e il cast di attori eccellenti, Glauco Mauri, Giuliana Calandra, Eros Pagni e soprattutto Clara Calamai, la diva del cinema italiano degli anni Trenta e Quaranta (La cena delle beffe, Ossessione), qui alla sua ultima apparizione cinematografica prima del definitivo ritiro dal set, che si diverte a spaventare lo spettatore con il suo sguardo allucinato. Da non dimenticare, la sequenza iniziale nel teatro dove si svolge il convegno dei medium, che per molti consacra Dario Argento erede di Hitchcock.







































