Da un’idea dello sceneggiatore Bernd Lichtenberg
Nell’autunno del 1989, poco prima della caduta del Muro di Berlino, Christiane (Katrin Sass), la madre di Alex (Daniel Brühl) in seguito a un infarto entra in coma. Al suo risveglio nel 1990, la donna, una fervente comunista, è tenuta all’oscuro della fine della Repubblica Democratica Tedesca per evitarle un nuovo collasso, perché nel frattempo il capitalismo ha trionfato nella sua amata Germania dell’Est. Allora Alex trasforma l’appartamento di famiglia in un’isola del passato, una specie di museo del socialismo. Un giorno però Christiane, sfuggita alla sorveglianze dei figli, esce di casa passeggiando per le vie di una Berlino ormai irriconoscibile con automobili di lusso, vestiti alla moda, pubblicità a tutto campo e soprattutto il passaggio d un elicottero che trasporta la statua di Lenin. Un cambiamento sociale e politico così forte che Alex riesce a giustificare convincendo sua madre di un capovolgimento della situazione politica in corso, cioè la fuga di diversi cittadini della Berlino Ovest verso la Zona Est in seguito ad una crisi irreversibile del capitalismo! La pellicola, girata nei luoghi autentici della capitale tedesca dalle parti di Alexanderplatz, ha subìto numerose trasformazioni con la grafica computerizzata per ritrovare angoli della vecchia città ormai scomparsa da tempo. Good Bye, Lenin! è stato letto forse anche come un omaggio a una Germania che ancora crede nell’utopia di un mondo migliore nel quale per più di quarant’anni hanno vissuto milioni di tedeschi.







































