Marco Mengoni a Milano: altri tre sold out. E dal palco lancia un messaggio: «Basta odio»

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Marco Mengoni

L’Atlantico Tour di Marco Mengoni sta facendo tappa a Milano, con tre concerti sold out. La prima è stata ieri sera, oggi (sabato) e domani si replica (già aveva fatto registrare quattro sold out la scorsa primavera).

Il tutto inizia con una sorta di preshow in chiave acustica, solo voce, tastiera e chitarra: Marco seduto su uno sgabello, illuminato dalle luci del palazzetto incanta i fan con 1000 lire, Duemila volte e I Got The Fear. Un’esperienza unica e indimenticabile riservata ai possessori del biglietto che hanno acquistato la copia fisica di Atlantico On Tour.

Per lo show vero e proprio, sul palco con Marco Mengoni, che ha curato anche gli arrangiamenti, c’è un gruppo di ottimi musicisti con la direzione musicale di Christian Rigano (piano e tastiere): Giovanni Pallotti (basso), Peter Cornacchia (chitarre), Davide Sollazzi (batteria), Massimo Colagiovanni (chitarre), Leo Di Angilla (percussioni) e, ai cori, Barbara Comi, Moris Pradella (anche chitarra) e Yvonne Park.

Si comincia con uno speciale arrangiamento di Muhammad Alì: i coristi danno il via allo show celati dal kabuki dove appare la celebre frase di Muhammad Alì, l’ll show you how great I am”. Poi all’estremo della passerella, circondato al pubblico, appare Mengoni elegantissimo.

Marco MengoniÈ durante Voglio che viene svelato il palco: i musicisti e i coristi sono in controluce. Su Ti ho voluto bene veramente una cascata di nebbia crea una sorta di barriera che si fonde con un mare in movimento. Segue Un giorno qualunque, il brano che ha lanciato la sua carriera. Con Sai che ed Everest lo show decolla. Pronto a correre è l’ultimo brano del primo blocco e qui il palco inizia a prendere forma. Appaiono dall’alto tre POD: blocchi luminosi che animano la scenografia di un palco ancora spoglio che, brano dopo brano, si trasformeranno in box estensibili svelando luci e schermi.

Il primo blocco si chiude con un cartone prodotto da Sugo design con la regia di Andrea Gallo e realizzato da Cristian Eduardo, Carlos Caipa e Diego Molina. Segue il monologo Sei tutto, scritto dallo stesso Mengoni con Alessandra Scotti. La chiusura del monologo, “Sei fatto per il 60 per cento di acqua. Per il 30 dalle persone che ami e per 10 di quello che ti manca”, cede il passo a La ragione del mondo, e la luce dell’alba apre la nuova fase dello show.

Qui inizia la seconda parte. Al termine de La ragione del mondo entra in scena un tavolo, e Marco Mengoni invita i suoi coristi a sedersi con lui, raccontando di come nelle sue canzoni l’amore sia sempre centrale. Anche se ai giorni nostri parlarne rende impopolari, perché va più di moda diffondere l’odio, lui sceglie sempre e comunque di cantare questo sentimento. Così l’intro di Buona vita si contamina con Historia de un amor, e sul ledwall un video celebra la vita, dalla natura alla città metropolitana.

Parole in circolo è accompagnato da un video di bambini di tutte le etnie che sottolineano alcune parole chiave del brano. Sono immagini davvero speciali perché realizzate da tutte le persone che lavorano a questo tour: i protagonisti sono infatti i loro figli, fratelli, nipoti.

Proteggiti da me è introdotto da una bella versione di What the World Needs Now Is Love di Hal David e Burt Bacharach, eseguita da Marco con i suoi coristi: un momento indimenticabile, dove le straordinarie voci dei performer si fondono tra le armonie di una tessitura ricchissima. Il palco si spegne lasciando spazio a questo momento romantico.

Dialogo tra due pazzi è il brano successivo, nato con mood afro ma che in realtà cela un antico canto calabrese, un omaggio alle sonorità in levare di Graceland di Paul Simon. Mentre la scena ci regala un cielo africano abbracciato dai colori caldi di un’alba che arriva, Marco osserva in primo piano da una speciale soggettiva come seduto sul bordo di un pozzo dei desideri. L’esplosione visual arriva con le immagini pop fluo di ispirazione latina de La casa Azul e lo show vola con il brano dedicato al coraggio di Frida Kahlo. Su Onde i laser si impossessano della scena che diventa una scacchiera fatta di luci verde e rosse. Sull’outro i tecnici a vista innalzano la scenografia, sulla quale si arrampicano i musicisti. L’estensione dei POD mostra 9 ulteriori schermi che si srotolano.

Marco Mengoni

La seconda parte si avvia alla conclusione con Amalia, che ci trasporta sui balconi di un quartiere popolare portoghese/brasiliano tra le luci calde di una jam notturna dove spiccano la voce di Barbara Comi e le percussioni di Leo Di Angilla.

Arriva un secondo monologo, sempre firmato Mengoni-Scotti, dove la voce di Marco invita a riflettere su titoli forti dei giornali di tutto il mondo che compaiono sugli schermi. La citazione in apertura è dello scienziato James Dewar “La mente è come un paracadute, funziona solo se si apre”, il punto di partenza di tutto e allo stesso tempo l’unica soluzione per sopravvivere in questo mondo. “Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile. Sempre.” di Ian McLaren invece chiude il momento di spunto in chiave positiva.

Marco Mengoni

La terza parte inizia con Guerriero, uno dei brani più evocativi del repertorio di Marco, dedicato agli eroi moderni: le immagini di diversi salvataggi danno nuovo respiro al testo di uno dei brani che maggiormente ha segnato la sua carriera. È poi la volta di Calci e pugni, uno dei tre inediti di Atlantico On Tour, una ballad acustica che racconta le piccole lotte quotidiane contro i mulini a vento. Basso, chitarra, batteria e voce di questo pezzo sono stati registrati in presa diretta e proprio con lo stesso fedele arrangiamento viene portata anche sul palco.

Arriva poi l’indimenticabile L’essenziale, con Marco al pianoforte per un momento acustico che introduce il racconto di un episodio per lui molto importante. La consegna delle borracce in alluminio ai bambini delle scuole elementari e medie di Milano per contrastare l’utilizzo di bottigliette di plastica, assieme al sindaco Beppe Sala. Marco ricorda di come durante quell’episodio l’attenzione si fosse soffermata più sui suoi capelli che sul messaggio importante dell’evento. Chiama il buio totale in scena e invita il pubblico a godersi quello che conta davvero, L’Essenzialeappunto.

È poi la volta di Hola, anche questa al pianoforte. Su Esseri umani Marco è in scena tra fasci di luce blu e bianca, mentre Credimi ancora offre una nuova occasione di mash up con Amazing di Kanye West e Pastime Paradise di Stevie Wonder. Lo show chiude con Io ti aspetto, successo dell’estate 2017, dove la scenografia raggiunge il suo apice con tutti gli elementi ormai svelati.

Per i bis, una versione riarrangiata de L’essenziale riporta il palco al minimalismo iniziale, e poi con una scena delimitata solo da luci e laser Duemila volte chiude lo show che, in poco più di due ore, ha proposto venticinque brani.

Chiudiamo con una videosintesi del concerto di Marco Mengoni

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Spettakolo! nasce nel 2015 e si occupa di cinema, musica, travel, hi-tech. Alla Redazione di Spettakolo! collaborano varie figure del mondo del giornalismo (e non) desiderose di raccontare tutto ciò che per loro è "spettacolo" (appunto).

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