12 novembre 1980, nasce Ryan Gosling

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Forse il più talentuoso degli attori della sua generazione, Ryan Gosling, canadese di nascita ma statunitense per adozione come molti altri, esplode come fenomeno indie in The Believer, film del 2001 che racconta, incredibile ma vero, la storia di un ragazzo ebreo convertito naziskin. Il film desta scalpore, e soprattutto quel 21enne dal volto enigmatico sembra destinato a grandi cose.

Se pensate che altre sue parti celebri riguardano l’insegnante con problemi di droga (Half Nelson) e il 30enne solitario che ha una relazione amorosa con una bambola gonfiabile (sic! Lars e una ragazza tutta sua), si capisce bene che non è un attore dalle scelte ortodosse. Vero che poi ha anche affrontato gli inevitabili melò romantici (Le pagine della nostra vita, Crazy Stupid Love – dove però svela doti da attore musical niente male), e anche qualche scivolone pericoloso (Solo Dio perdona), ma rimane il fatto che si tratta di un professionista dal talento evidente (e peraltro, cosa anomala per il panorama USA, privo di formazione teatrale o comunque drammatica). Le sue punte le raggiunge con Le idi di marzo (estremamente convincente il suo spin doctor politico, un sorriso affilato come una tagliola, per parafrasare De Gregori) e soprattutto Drive di Nicolas Winding Refn, con una parte disegnata su misura sugli spigoli del suo volto: il suo stuntman e autista per rapine, nonché supereroe romantico e sanguinario allo stesso tempo, rimane impresso nella memoria.

Per ora, sua ultima apparizione rimane Il Primo Uomo (2018) di Damien Chazelle, dove interpreta l’astronauta Neil Armstrong.

Altre ricorrenze

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