Ci sono dei ritorni che fanno realmente bene alla musica e allo spirito di chi ascolta. La nuova canzone di Cesare Cremonini, pubblicata questa notte, rientra fra quelle più romantiche e malinconiche, senza tempo, che entrano nella mente in modo prepotente, lasciando inevitabilmente il segno.
«Una canzone sulla separazione — l’ha definita il cantautore — ma soprattutto sulla sopravvivenza in questi tempi in cui l’amore resta intrappolato nelle librerie fotografiche degli smartphone che sono la nostra memoria emotiva».
Una memoria emotiva ridotta a memoria virtuale e digitale, rappresentata da qualche foto nel rullino di un iPhone. E non si tratta di una mera critica alla superficialità creata dai social, ma di sensazioni sincere e dirette, di un sentimento di smarrimento creato dal distacco dall’altro.
Cremonini riesce, con immagini efficaci e chiare, a esprimere con estrema facilità tutti i colori e le sfumature dei sentimenti umani, creando un’immedesimazione immediata in chi ascolta. Sintetizzatori, piano, archi e fiati esaltano la voce in primo piano di Cesare, delicata, incisiva e a tratti sofferta. La coda finale del brano, sostenuta da una base elettronica e dal piano, è la conclusione perfetta del brano, esattamente come il telefono: estremamente classico e fortemente moderno.
Cesare torna a stupire, come ci ha abituati ormai da tempo, non adagiandosi sulla scia sicura dei “vecchi” brani, e confeziona un pezzo all’apparenza complesso, ma di impatto diretto e poetico.
Cremonini riesce a inserire nella sua musica, in un crescendo di pathos, i suoi riferimenti artistici musicali (difficile non sentire l’influenza di Battisti e Dalla, come dicevamo), ma dandone delle sfumature nuove assolutamente personali.
Non è una canzone facile, dicevamo all’inizio. Non è una canzone facile, però, per chi ascolta in maniera distratta, per chi non è più abituato a lasciarsi trasportare dalla musica in un’altra dimensione.
https://www.youtube.com/watch?v=O7FEe7cfCx0
Testo di Al telefono
Come non ricordi più?
Dai, che anno era?
Ho come l’impressione che tu stia ridendo
forse non sei sincera
E fammi una fotografia
e tienila per sempre nel telefono
in mezzo alla pornografia
poi a tutti quei sorrisi che si sprecano
al telefono
Si ricorda di me
non so niente di lei
ho provato ad entrare in quel vecchio locale che prima era un club
dove andavi anche tu, che peccato però
non ti ho mai vista entrare la notte se c’eri
le luci leggende, le amiche nei bagni col cellulare
quando qualcuno mi chiede di te gli rispondo così prima di scappare
Fammi una fotografia
e tienila per sempre nel telefono
ti dico una bugia
è facile lasciarsi in un telefono
Quante volte penserai che è vero
che sei rimasta sola in mezzo al cielo
ma sono solo anch’io come uno scemo
al telefono
al telefono
al telefono
Ho l’impressione che sincera
e adesso fammi una fotografia
e tienila per sempre nel telefono
voltati e vai via
per tutti quei sorrisi che si sprecano
al telefono
al telefono
al telefono
al telefono
al telefono
al telefono
Claudia Assanti e Maria Francesca Troisi







































