Sono solo fantasmi

Christian De Sica alle prese con il fantasma di Vittorio De Sica

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Sono solo fantasmi
di Christian De Sica
con Christian De Sica, Carlo Buccirosso, Gianmarco Tognazzi, Ippolita Baldini, Francesco Bruni (I)
Voto:  curioso trash

Tre fratelli diversi (da tre mamme) di un solo padre, che muore a Napoli. Due lo sanno di essere fratelli, il terzo è una sorpresa. De Sica travestito da Mandrake (fa il mago, ma i conigli gli muoiono nel cilindro) scende a Napoli con Buccirosso che parla milanese perché ha sposato la figlia prepotente di un imprenditore che lo vessa, e nella casa di famiglia (gravata da ipoteca) scoprono di aver un fratello “matto». Girano fantasmi, e con modi più o meno plausibili i tre iniziano a imbottigliarli e a fare soldi. E fin qui aria di Ghostbusters incrociato con Questi fantasmi (o Fantasmi a Roma, volendo). Rivelazione: di fantasma in fantasma finiscono sulla storia della Ianara bruciata che vuole vendicarsi di Napoli bruciandola alla grande col Vesuvio. Volano le anime dannate tra farsa, colore locale e a volte vero horror. Ma soprattutto il film prende una direzione davvero fantasmatica quando entra in campo il fantasma del padre. È Vittorio De Sica rifatto da Christian (la biografia autorizza a pensarlo: giocatore, seduttore, bigamo), ripoposto anche nel bianco e nero della commedia all’italiana che fu. Alla fine il duello è De Sica contro Ianara sotto gli occhi di suo figlio Christian. Una seduta d’analisi. Non è cinepanettone, non è sguaiatone, non è horror fino in fondo e ogni tanto alterna gemme a cose più basse, più, tra i tanti, il fantasma scorreggiatore che ruota nell’aria e spruzza cacca ma andrebbe tra le gemme, forse. È un film di Christian De Sica, 92 film da attore e 9 da regista, a volte strani se non belli. Soggetto di Guaglianone&Menotti (e si sente la libertà di ispirazione)

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