Sarà proiettato il film La battaglia di Algeri restaurato dalla Cineteca di Bologna
Sono solo sei le pellicole che Gillo Pontecorvo ha firmato nella sua atipica, ma straordinaria carriera cinematografica. Eppure queste opere hanno lasciato quasi tutte un’impronta nel cinema italiano. Nato a Pisa il 19 novembre 1919, Gilberto detto Gillo, dopo aver studiato chimica all università, si trasferisce a Parigi per iniziare la professione giornalistica come corrispondente di alcune riviste, un’attività che lo porterà a entrare in contatto con gli ambienti del cinema francese. Gillo, che è anche un ottimo maestro di tennis, rientra poi in Italia per partecipare alla Resistenza. Nel dopoguerra lavora a Roma come aiuto regista e come autore di diversi documentari, prima di debuttare nel 1956 nel lungometraggio La rosa dei venti diretto a più mani (firma l’episodio intitolato Giovanna). L’anno dopo tocca a La lunga strada azzurra, con cui vince un premio al Festival di Karlovy Vary. Sarà però Kapò, 1959, a farlo conoscere al grande pubblico. Interpretata da Susan Strasberg, la pellicola, ambientata in un campo di concentramento nazista, esamina il tema del carnefice e della vittima diversi anni prima de Il portiere di notte di Liliana Cavani. Nel 1966 è la volta de La battaglia di Algeri, un’opera contro il colonialismo che suscita grandi entusiasmi e forti polemiche (i francesi ne impediranno la distribuzione fino al 1971), considerato un classico della storia del cinema per il suo originale stile semi-documentaristico. Nel 1969 il regista sceglie Marlon Brando come protagonista di Queimada, ancora una riflessione sul colonialismo, questa volta nelle Antille del primo Ottocento. La lavorazione sarà resa travagliata dai continui litigi tra Pontecorvo e Brando. Passano ancora dieci anni prima della realizzazione di Ogro, interpretato da Gian Maria Volonté e incentrato sull’attentato compiuto dall’Eta basca contro il premier spagnolo franchista Carrero Blanco. Non sarà facile per Gillo trovare la chiave giusta per raccontare una storia di terrorismo proprio negli anni di piombo vissuti dal nostro paese. Dal 1992 al 1996 Pontecorvo sarà anche direttore illuminato della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. Muore il 12 ottobre 2006. Martedì 19 alle 17.00, presso l’Aula Magna Storica della Sapienza, si terrà la tavola rotonda coordinata da Chiara Tognolotti (Università di Pisa) a cui partecipano tra gli altri Augusto Sainati (Università Suor Orsola Benincasa, Napoli) e Ivelise Perniola (Università di Roma Tre), autrice del volume Gillo Pontecorvo o del cinema necessario. Alle 20.30 all’Arsenale sarà proiettato La battaglia di Algeri con introduzione di Maurizio Ambrosini e Francesco Strazzari.







































