Ecco “Per quel che ne so”, nuovo singolo di Tormento: “Coi Tiromancino è stato più di un semplice featuring”

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La musica negli anni si è evoluta, e anche i diversi generi con il tempo hanno subito le classiche “mutazioni” che fanno la storia di un suono, nel bene e nel male.
Se c’è qualcosa, però, che solo pochi artisti riescono a fare con il trascorrere del tempo, è mantenere il proprio marchio di fabbrica pur riuscendo a camminare a braccetto con l’evoluzione sonora, e senza dubbio Tormento è uno di questi: calca le scene ormai dal lontano 1991, ha vissuto l’evoluzione della black music italiana riuscendo a rimanere sempre al passo coi tempi e senza mai perdere quella sua caratterizzazione che lo rende inconfondibile.
Così, dopo il ritorno alla ribalta prima con Acqua su Marte assieme a J-Ax e poi con la successiva e coinvolgente Due gocce di vodka, arriva un nuovo capitolo tanto bello, quanto curioso e affascinante: lo stile dell’ex frontman dei Sottotono si è mischiato ad un altro sound altrettanto inconfondibile come quello dei Tiromancino, e ne è nata Per quel che ne so, un singolo destinato a entrare in testa sia per il messaggio che manda, che per la melodia: volendo usare termini gastronomici, mischia due ingredienti che si sposano alla perfezione.

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Tormento sul suo tipico “boom-cha” mette in atto una narrazione molto più armonica ma sempre basata su quel flow dalle influenze West Coast che lo ha reso uno dei migliori della storia di questo suono nel Bel Paese. La voce inconfondibile di Federico Zampaglione, poi, è la ciliegina sulla torta di questa nuova narrazione che, seppur parli d’amore, argomento ormai usato e abusato nella musica italiana, lo fa in termini tutt’altro che banali, andando a fondo e mettendo in evidenza quelle che sono le contraddizioni a cui questo sentimento ci mette di fronte. Non a caso, il verso iniziale della canzone recita L’amore per quel che ne so / ti sembra che hai imparato e poi sbagli da capo / mescola i contro coi pro / offre una soluzione ma complica le cose un po’…”, e riassume perfettamente il concetto che questo pezzo vuole esprimere, ovvero che dell’amore ognuno avrà sempre la propria personale visione e lo vivrà a modo proprio.

Abbiamo parlato di Per quel che ne so proprio con Tormento.

Personalmente, sono rimasto molto affascinato da come due elementi all’apparenza musicalmente molto eterogenei come te e i Tiromancino possano invece sposarsi alla perfezione senza perdere minimamente la propria identità musicale. Come nasce la collaborazione?
Io e Federico Zampaglione abbiamo già in passato fatto diverse cose assieme soprattutto a Roma per diverse iniziative molto belle e di un certo spessore, come ad esempio cantare per i detenuti di Rebibbia che è stata un’esperienza davvero importante anche umanamente. Poi l’estate scorsa ci siamo rivisiti a “Battiti Live” e ci siamo detti che era troppo tempo che non facevamo qualcosa assieme e che era ora di mettersi in studio. Io a dire la verità questo pezzo già lo avevo pronto perché il mio album è in lavorazione da circa un anno e mezzo, e lui quando lo ha sentito nelle cuffie mentre andavamo in aeroporto è letteralmente impazzito, mi ha chiesto di lasciargli il demo e, pensa, la sera stessa mi ha mandato già il ritornello fatto e suonato da lui al pianoforte. Siamo davvero entusiasti entrambi di questo lavoro, e proprio il fatto che la canzone esca come Tormento e Tiromancino fa capire che questo non è un semplice featuring ma un vero e proprio lavoro di squadra che ci coinvolge entrambi moltissimo.

Un pezzo sull’amore però diverso dalle solite love song…
Lo stesso Federico notava che ad oggi ancora non c’era un pezzo d’amore su un beat che non definisco sperimentale, ma sicuramente con un’atmosfera particolare per quello che è invece il suono pop italiano.

Il tuo stile sulla base è molto più melodico rispetto ad alcune tue precedenti produzioni, questo rende anche il messaggio molto più fruibile, e so quanto per te sia importante che ciò che canti abbia un senso o racconti qualcosa che tu vivi.
Esattamente! Non volevo che il linguaggio diventasse troppo criptico, ma cerco sempre di trovare un modo semplice di dire cose più profonde. Questa è sempre stata un po’ la mia ricerca, ma son contento di essere riuscito a tornare a quella semplicità che avevo nei primi anni, perché dopo tanti anni di studio e di sperimentazione mi è piaciuto prendere questo bagaglio per capire qual è il modo migliore per lanciare un messaggio in modo che venga colto da tutti al primo ascolto senza però perderne la profondità.
In questo devo dire che anche gli autori con cui ho lavorato tipo Raige o Dutch Nazzari, per fare un esempio, mi hanno trasferito molto della loro energia e sta convogliando tutta in dei pezzi che secondo me hanno una grandissima carica. Per l’aspetto del mio canto devo dire che talvolta mi trovo più a mio agio sulle cose più melodiche perché, seppur seguendo con moltissimo amore la scena rap e trap attuale, credo che questa ad oggi si sia spostata molto su altri confini che rischiano di renderlo un genere più elitario e quasi adolescenziale, mentre io ormai per età ed esperienza di vita ho bisogno di esprimere talvolta altri tipi di concetti anche in argomenti delicati come l’amore e lo devo fare nel modo che ritengo più adatto al messaggio.

Concludiamo parlando dell’uscita dell’album: c’è una data prevista?
In realtà l’album c’è ed è a mio parere un album tutto di ottimi pezzi, non ce n’è uno che definirei “riempitivo”. Sono ormai quasi due anni che ci lavoro, però la decisione è quella di darlo goccia per goccia, un brano alla volta, sperando che poi tutto il disco risulti una raccolta di momenti che sono diventati importanti. L’uscita penso non sarà prima del prossimo anno però ogni due-tre mesi cercheremo di tirare fuori un nuovo singolo.

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Cristiano
Tutti mi chiamano Pillu da pochi giorni dopo la mia nascita, a Roma nel 1980. Musicalmente nasco e cresco nella Black dove mi sono cimentato e mi cimento sia come rapper che come DJ. La musica è una costante nella mia vita e nella mia mente, che fa voli pindarici. Ogni situazione che vivo ha un motivo di sottofondo. Amo ogni genere musicale purchè mi trasmetta qualcosa, che sia Giovanni Allevi o Skrillex, perchè il suono deve colpirmi l'anima ed accompagnarmi nella pellicola che scorre nella mia testa.

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