Nuovo singolo per gli Après La Classe: Salvador, il “maledetto dinero” e Danti

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Après La Classe

Salvador è il nuovo singolo degli Aprés La Classe, band salentina attiva dal 1996. Abbiamo colto l’occasione dell’uscita di questo nuovo brano per intervistare Combass, al secolo Valerio Bruno, il bassista della band.

Puoi raccontarci come è nata Salvador?
Abbiamo deciso per l’occasione di creare un team di produzione, era una cosa che non facevamo da tempo, ma ora il nostro obiettivo è quello di creare di volta in volta dei team di produzione per i vari singoli e poi per l’album che dovrebbe uscire per la fine dell’anno prossimo. Per Salvador abbiamo collaborato con Danti, una figura molto importante nel campo della produzione in Italia, e siamo felicissimi del lavoro realizzato. Ha collaborato anche Luca Tarantino, un vero enfant prodige della produzione musicale, che fra l’altro è anche salentino. Creare un team è stato per noi un ritorno alle origini, lo avevamo già fatto per i nostri primi due dischi. Stiamo già annotando qualche nome anche per i prossimi brani.

Che posto ha nella vostra produzione una canzone come Salvador?
È un brano che ci identifica perfettamente in questo momento. C’è un po’ del “latino” nelle terminologie usate, la tromba che entra in stile “mariachi” e le melodie vocali riportano a quello che stiamo facendo da qualche anno: il mood latino unito alle nostre sonorità reggae e patchanka. Sostanzialmente è pop a 360 gradi, quasi world music. Ci identifica tanto anche perché amiamo sempre lanciare dei messaggi, ma in modo un po’ velato, non esplicito, con il sorriso sulle labbra.

In questo caso qual è il messaggio?
Se si ascolta il testo si capisce subito che Salvador è un fuorilegge. Uno che azzittisce tutti grazie al “maledetto dinero”. È un po’ l’ombra che offusca i nostri giorni, in questo momento storico.

Salvador segue a pochi mesi di distanza Nada Contigo, il vostro singolo della scorsa estate. Per l’album invece dobbiamo attendere ancora un anno?
Stiamo mettendo da parte brani e ne abbiamo un bel po’. Volendo potremmo già fare uscire un disco. Stiamo però attraversando un momento storico con tempi così veloci che pubblicare un album ora sarebbe un po’ sprecarlo. La discografia sta andando a velocità supersonica.

Nel 2019 ha ancora senso fare uscire degli album?
Il senso ce l’ha, quando esce un disco con tutti i crismi, è un punto fermo, che si ricorda nel tempo. In questo momento il fatto che Ozzy Osbourne abbia deciso di collaborare con Post Malone ci fa capire in che direzione stia andando la musica. È tutto molto veloce, ora è più sensato contaminare, collaborare, dare vita a delle cose molto forti, per poi arrivare ad una conclusione come si deve, e quindi fare un disco che abbia un senso e una collocazione in questo momento storico. Scimmiottare delle cose che sono già forti ed arrivano da oltreoceano ha poco senso. Il disco uscirà quando capiremo che è il momento giusto per avere degli ascoltatori attenti.

Dove sta andando la musica degli Après La Classe?
Non abbiamo confini, non ci precludiamo nessuno stile e nessuna proiezione. L’importante è non fare scelte per i fan, ma per sentirsi appagati. In questo momento non saprei dire come suonerà il prossimo singolo, quando troviamo qualcosa che è un’innovazione per il nostro progetto, porta nuova benzina e ci gratifica, allora va bene.

Avete alle spalle una carriera lunga oltre vent’anni. Siete soddisfatti del percorso compiuto?
La soddisfazione più grande ce la danno i sostenitori che accorrono sempre numerosi ai nostri concerti. Questo ci ha reso professionisti e fatto conoscere il nostro progetto in Italia ed anche fuori. Se dicessi che a livello discografico abbiamo ricevuto le stesse soddisfazioni sarei finto. Il pubblico ci ha sempre sostenuto ed ha appoggiato il nostro modo di fare live ed anche i nostri cambi repentini in campo discografico. Siamo qui e non è poco, dopo 22 anni di storia. E ci sono tantissime novità per il futuro.

La dimensione live per voi è sempre stata fondamentale. Avete nuovi concerti in programma?
Sì, ora porteremo in giro Salvador, che sarà nella nuova scaletta. Abbiamo in programma concerti a Parma, Potenza, Milano, Pescara ed altre città, le date si trovano sui nostri social e sul nostro sito. Poi ci fermeremo un paio di mesi prima della primavera, per preparare il nuovo live e il nuovo singolo, che credo uscirà a maggio. Le nostre pause non sono più lunghe di due mesi, poi si riparte.

Voi siete uno dei gruppi più rappresentativi del Salento, una terra che negli ultimi anni ha sfornato tantissimi musicisti. Cosa c’è di tanto particolare in questo angolo di Puglia?
La musica salentina di rottura ha dei padri ben precisi. Mi riferisco al Canzoniere Grecanico Salentino, nato 45 anni fa e che ancora esiste, il progetto che ha rotto tutti gli schemi della musica popolare, iniziando a contaminare. Poi c’è stato Militant P con i Sud Sound System, che ha creato tutta la scena reggae. Loro hanno rappresentato quella rottura dalla quale poi siamo nati noi, i Negramaro e tutti i gruppi che sono venuti fuori. Un contributo crediamo di averlo dato anche noi a questo movimento, da un certo punto in poi le band sono venute fuori come le lumache quando inizia a piovere. Il Salento è in un punto, geograficamente e non solo, baciato dal sole. È un luogo in cui è stimolante creare musica, che ti fa star bene. Poi ovviamente ci sono anche tanti problemi, ma a livello musicale continuano a venire fuori realtà veramente interessanti, anche fra i giovani artisti, che propongono produzioni originali.

Il video di Salvador:

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.

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