Daniele Silvestri sul palco di Assago con la terra sotto i piedi e belle idee in testa

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Daniele Silvestri

Il tour che Daniele Silvestri sta facendo nei palasport per festeggiare i 25 anni di carriera è quasi finito: ieri sera ha fatto tappa al Forum di Assago, stasera ultimo appuntamento a Torino.

Daniele ha voluto festeggiare a modo suo, proponendo la bellezza di 36 canzoni e facendosi accompagnare da una superband di 9 elementi, inclusi due batteristi (quello “storico”, Piero Monterisi, e Fabio Rondanini) e strumenti non usuali come il fagotto (Marco Santoro, che suona pure la tromba). Gli altri componenti della band sono Gianluca Misiti (tastierista, pure lui con Daniele da anni), Duilio Galioto (piano), Daniele Fiaschi (chitarra), Gabriele Lazzatotti (basso), Adriano Viterbini (chitarra) e Jose Ramon Caraballo Armas, polistrumentista cubano al quale Silvestri in più occasioni ha dato ampia visibilità.

«La mia sfida», aveva detto Daniele, «è portare la vita nel vuoto del palazzetti». È stato di parola, iniziando con un gesto simbolico: scaricare alcuni sacchi di terra sul palco, «Perché la terra sotto i piedi ti dà una sensazione diversa. Oggi non è più tempo di urlare, credo che stia tornando il momento dei sentimenti semplici», ha detto introducendo Concime. Il suo pubblico aveva già iniziato a far festa dopo il secondo brano, Marzo 3039, con una coreografia basata su palloncini rosa.

Sostanzialmente lo show è diviso “a blocchi”. Il primo va avanti fino La guerra del sale, quando sui grandi schermi appare Caparezza che duetta in modo virtuale con Silvestri. Subito prima, introducendo L’appello, canzone esplicitamente dedicata a Paolo Borsellino e suo fratello Salvatore, c’era stato il primo momento socialmente e politicamente “impegnato”.

A seguire, c’è stato un “blocco” con due brani fatti assieme a Rancore e uno, Arlecchino, in cui Daniele si è concesso una breve pausa, lasciando il palco al rapper romano.

È a questo punto che è iniziata la parta più intensa dello show: dopo alcuni spezzoni “storici” tratti da vari TG o programmi televisivi degli anni Novanta, Daniele si è ripresentato sul palco imbracciando la chitarra e intonando Dove sei, il suo primo singolo, uscito nel 1994. Ed ha proposto in ordine cronologico canzoni che incise in quel decennio, fino a Desaparecido.

Poi altro “blocco”, stavolta dedicato al terzo millennio, iniziato con Occhi da orientale, «una canzone che ho pubblicato nel 2000 come “inedito” di quelli che una volta si chiamavano “best of…”, ma che in realtà avevo scritto quando avevo 16 anni». Verso la fine di questa parte, il momento più politico, con altri spezzoni video da TG mandati sullo shermo: autentiche standing ovation quando sono apparsi Greta Thumberg e Stefano Cucchi, una marea di fischi per Salvini. E quando Daniele ha introdotto La vita splendida del capitano, dedicata a Francesco Totti, ha rincarato la dose dicendo: «Nella vita ci sono capitani e capitani», raccogliendo altri applausi a scena aperta.

Il set regolare si è chiuso con due classici che hanno fatto ballare l’intero Forum, Gino e l’Alfetta e Salirò. Ma né lui aveva voglia di finirla lì, né il suo pubblico di andare a casa. Così ha regalato ben sei bis, salutando tutti con un brano iconico come Alla fine e raccogliendo gli ultimi calorosissimi applausi di un pubblico che evidentemente ama alla follia quel suo modo semplice e “alla mano” di regalarsi ai fan.

La scaletta del concerto di Daniele Silvestri
Qualcosa cambia
Marzo 3039
Complimenti ignoranti
Concime
Scusate se non piango
Manifesto
Tutti matti
Precario è il mondo
L’appello
La guerra del sale (Caparezza virtuale)
Argentovivo (con Rancore, Manuel Agnelli virtuale)
Il mio nemico (con Rancore)
Arlecchino (solo Rancore sul palco)
Dove sei
L’uomo col megafono
Le cose in comune
Hold Me
Strade di Francia
Desaparecido
Occhi da orientale
1000 euro al mese
A me ricordi il mare (con Rancore)
Monetine
Acqua stagnante
L’amore non esiste
La mia casa
La vita splendida del capitano
Tempi modesti (Davide Shorty virtuale)
Gino e l’Alfetta
Salirò

BIS
Le navi
Prima che
La paranza
Testardo
Cohiba
Alla fine

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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino) e "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi". Ultimo libro uscito: "Massimo Riva vive!", scritto con Claudia Riva.

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